Raid turchi contro obiettivi del PKK nel Nord dell’Iraq

Pubblicato il 15 giugno 2020 alle 10:02 in Iraq Turchia

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Aerei da guerra turchi hanno colpito, nella notte di domenica 14 giugno, varie regioni situate nel Nord dell’Iraq, con lobiettivo di abbattere obiettivi curdi. Lattacco è stato condotto, a detta del Ministero della Difesa di Ankara, in risposta a un aumento delle offensive contro le basi dell’esercito turco. “L’operazione Claw-Eagle è iniziata. I nostri aerei stanno facendo crollare le caverne sulle teste dei terroristi”, ha dichiarato il Ministero via Twitter.

Il corrispondente di Al Jazeera in Turchia, Sinem Koseoglu, ha affermato che loperazione ha colpito varie aree ed è stata coordinata attraverso diverse basi dell’aviazione. Una fonte di sicurezza, dal canto suo, ha dichiarato allagenzia di stampa Reuters che gli aerei da guerra sono decollati da basi aeree turche situate nelle città sud-orientali di Diyarbakir e Malatya.

Il Ministero della Difesa ha successivamente precisato che l’operazione aerea ha cercato di colpire i combattenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), nella loro roccaforte di Qandil, vicino al confine con lIran, nonché nelle aree di Sinjar, Zap, Avasin-Basyan e Hakurk. “Il PKK e altri elementi terroristici stanno minacciando la sicurezza della nostra gente e dei nostri confini con attacchi che aumentano di giorno in giorno contro i nostri avamposti e le nostre basi”, si legge nella dichiarazione ministeriale.

Il governo di Ankara prende regolarmente di mira i membri del PKK, sia nel Sud-Est della Turchia sia nel nord dell’Iraq, dove ha sede il gruppo. Il PKK, designato come gruppo terroristico da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea, si scontra con Ankara dal 1984. Più di 40.000 persone sono state uccise nel conflitto, concentrato nel Sud-Est della Turchia.

Mentre gli aerei da guerra turchi colpiscono frequentemente obiettivi del PKK nel Nord dell’Iraq, negli ultimi anni la Turchia ha più volte annunciato la sua intenzione di avviare anche offensive di terra contro le basi del gruppo nelle montagne del Qandil.

Durante il 2020, le forze di sicurezza turche hanno “neutralizzato” un totale di 1.458 terroristi in operazioni trans-frontaliere, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar.“A partire dal primo gennaio 2020, un totale di 1.458 terroristi sono stati neutralizzati a seguito delle operazioni condotte nell’ambito della lotta al terrorismo nell’Iraq settentrionale e in Siria”, ha dichiarato il ministro durante un discorso tenuto il 25 maggio, nella provincia centrale di Kayseri. Secondo il rappresentante del governo di Ankara, le forze armate turche continueranno risolutamente a combattere fino a quando “l’ultimo terrorista non sarà neutralizzato”. A tale proposito, è importante sottolineare che le autorità turche usano la parola “neutralizzare” per indicare che i terroristi in questione si sono arresi o sono stati uccisi o catturati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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