Pechino chiarisce la nuova legge sulla sicurezza per Hong Kong

Pubblicato il 15 giugno 2020 alle 11:18 in Cina Hong Kong

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Durante un seminario del 15 giugno a Shenzhen, per la prima volta dalla sua approvazione lo scorso 28 maggio, un funzionario del governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha fornito alcuni chiarimenti su aspetti concernenti la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong.

Il vice direttore dell’Ufficio per gli Affari di Hong Kong e Macao del Consiglio di Stato cinese, Deng Zhonghua, ha dichiarato che, in base alla nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, solamente un numero limitato di gravi casi in grado di danneggiare seriamente la sicurezza nazionale sarà di competenza del governo centrale di Pechino ma, nonostante ciò, questi saranno processati in base allo stato di diritto vigente sull’isola. Deng ha rassicurato che, sebbene il governo centrale avrà competenza in merito a casi specifici, ciò non minerà l’indipendenza giudiziaria di cui gode Hong Kong.

Deng ha poi affermato che l’istituzione di agenzie di sicurezza di Pechino sull’isola sarà necessaria e che si è trattato di un’inequivocabile richiesta della stessa Assemblea Nazionale del Popolo cinese. Tali agenzie nel loro operato dovranno attenersi alla legge locale e forniranno supervisione e una guida durante l’attuazione della nuova legge. Di tale compito si farà carico il governo della regione autonoma speciale di Hong Kong, attraverso la creazione di proprie istituzioni che, tra le loro funzioni, dovranno consentire l’intervento delle agenzie del governo centrale “quando necessario”. I nuovi organi che saranno quindi creati da Hong Kong e da Pechino dovranno stabilire meccanismi di coordinazione e a loro saranno garantiti sufficienti poteri per attuare la nuova legge.

Infine, Deng ha aggiunto che principi quali la presunta innocenza, la giustizia procedurale e la proporzionalità tra reati e pene potrebbero essere previsti dalla nuova legge, senza, tuttavia, aggiungere ulteriori dettagli.

Il 28 maggio, l’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), l’organo legislativo della RPC, ha approvato la proposta per la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong che, secondo il governo di Pechino, dovrebbe contribuire ad impedire movimenti secessionisti e sovversivi, così come interferenze straniere e atti di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali. Se ratificata, la nuova legge entrerebbe direttamente nell’Allegato III della Basic Law, una legge nazionale della RPC che funge da costituzione de facto per Hong Kong e che fu adottata in seguito alla sua cessione alla Cina dal Regno Unito il 1 luglio 1997. Per tanto, la nuova legge sarebbe attuata direttamente, senza passare per il Consiglio Legislativo di Hong Kong. 

Il timore rispetto a tali cambiamenti è che le agenzie di intelligence che il governo centrale istituirà sul territorio di Hong Kong potrebbero applicare la legge nazionale in maniera diretta, senza prima passare per quella locale. In particolare, si teme che esse porteranno alla criminalizzazione di attività di dissenso o opposizione contro il governo di Pechino. Tuttavia, la RPC e il governo di Hong Kong hanno più volte respinto tali timori e hanno affermato che la nuova legge consentirà una stabilità tale da stimolare anche l’attività economica e finanziaria dell’isola.

Le relazioni tra la regione amministrativa speciale di Hong Kong e il governo centrale di Pechino  sono regolate dal principio “un Paese, due sistemi” che ha garantito un ampio grado di autonomia all’isola su più aspetti da quando essa fu restituita alla RPC dal Regno Unito. Secondo i suoi oppositori, la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong porterà all’erosione di tale principio e ,di conseguenza, dell’indipendenza dell’isola.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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