Grecia: Guardia Costiera recupera 36 migranti al largo di Lesbo

Pubblicato il 15 giugno 2020 alle 17:24 in Grecia Immigrazione

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Almeno 36 migranti, in viaggio dalla Turchia, sono stati avvistati al largo dellisola greca di Lesbo, domenica 14 giugno, e trasferiti in un insediamento temporaneo. Secondo quanto riportato dalla Guardia Costiera, uno dei membri del gruppo è stato portato in ospedale per cure mediche. Il resto dei migranti è stato invece accolto in una struttura allestita nel Nord dellisola per trascorrere la quarantena. Il gruppo è composto da 10 donne, 10 bambini e 16 uomini, tutti provenienti da Iran e Afghanistan. La barca sulla quale si trovavano è stata avvistata in mattinata, ma le operazioni di salvataggio e trasferimento sono terminate poco prima di mezzanotte.

Le ONG per la difesa dei migranti, Aegean Boat Report e Watch the Med, hanno denunciato sui social media il comportamento delle Guardie Costiere greca e turca, accusate di aver lasciato l’imbarcazione in pericolo e in alto mare “per 14 ore” mentre decidevano a chi delegare la responsabilità. Con la barca nelle sue acque territoriali, Atene ha infine provveduto al salvataggio in tarda serata.

I migranti che cercano di raggiungere l’Europa dal Medio Oriente e dallAsia usano spesso lo stretto passaggio tra Grecia e Turchia, nel Mar Egeo. L’11 giugno, la Guardia Costiera turca ha soccorso 42 migranti in difficoltà al largo della provincia di Smirne, a Sud di Lesbo. Il gommone, che si trovava in pessime condizioni, è stato intercettato da Ankara dopo una segnalazione di allarme nei pressi del distretto di Foca. Arrivate nel punto indicato, le autorità hanno tratto in salvo le persone a bordo e le hanno portate sulla terraferma turca. Secondo Ankara, i migranti sarebbero partiti dalla Turchia e sarebbero stati respinti indietro dalle autorità greche.

La scorsa settimana,l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e l’UE hanno esortato la Grecia ad indagare immediatamente sulle accuse di respingimenti forzati ed espulsioni di massa di migranti e richiedenti asilo verso la Turchia. Le organizzazioni hanno riferito di essere entrate in possesso di immagini e documenti video che mostrano “l’utilizzo di navi di soccorso marino per la deportazione dei migranti attraverso il Mar Egeo orientale” e hanno dunque chiesto ad Atene di avviare al più presto “indagini trasparenti sulla questione”.

Un totale di circa 108 migranti è stato salvato al largo dell’isola di Lesbo nelle ultime due settimane, un aumento se si considera il calo significativo dei mesi precedenti causato dalle restrizioni dovute alla pandemia di coronavirus.

Sia l’IOM sia l’UNHCR hanno specificato che la gestione delle frontiere da parte degli Stati deve essere sempre compatibile con il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti i migranti, a prescindere dal loro status. Inoltre, in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una grave crisi umanitaria dovuta all’epidemia di coronavirus, gli Stati dovrebbero, a detta dell’IOM, sospendere le espulsioni e facilitare solo i rimpatri volontari, in condizioni di sicurezza, qualora le persone, bisognose di protezione internazionale, si sentissero più sicure nel loro Paese di origine.

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Chiara Gentili

di Redazione

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