Cile: Piñera destituisce il ministro della Sanità

Pubblicato il 15 giugno 2020 alle 9:33 in America Latina Cile

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Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha rimosso dal suo incarico il suo ministro della sanità, Jaime Mañalich, per la controversa gestione dell’emergenza coronavirus,  in un momento in cui la pandemia nel Paese andino sembra non placarsi e il numero di decessi ufficiali è messo in dubbio, dopo un’indagine giornalistica ha rivelato che il numero di defunti potrebbe essere di oltre 5.000, contro i poco più di 3.000 annunciati dall’esecutivo.

“Sappiamo tutti che il modo migliore per affrontare la pandemia è con unità, con dialoghi e accordi” – ha detto il presidente conservatore, nominando, al posto di Mañalich, Enrique Paris, ex presidente dell’Ordine dei Medici del Cile e figura di riconosciuto prestigio nel Paese, dove il coronavirus è in piena espansione nonostante il fatto che la capitale sia in quarantena ormai da un mese. Il saldo totale ufficiale dell’epidemia ammonta a 167.355 infetti e 3.101 morti.

“Sono sicuro che il nuovo ministro della sanità guiderà questi percorsi di unità e dialogo, ma sappiamo anche con certezza che il modo migliore per affrontare con successo questa pandemia è che tutti contribuiamo con vero impegno, con vera responsabilità” – ha affermato il capo dello Stato.

La partenza di Mañalich è stata resa ufficiale poche ore dopo che il giornale Ciper ha rivelato che i dati che il governo riferisce su base giornaliera sono diversi da quelli forniti all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), a cui si dice che riferissero circa 5.000 morti. “Le cifre sono crollate come un castello di carte” – ha ammesso Mañalich.

Il governo ha modificato la metodologia di conteggio in almeno tre occasioni dall’inizio della crisi sanitaria e attualmente si basa su un incrocio tra le informazioni del Registro civile e i risultati positivi dei test PCR.

Il sottosegretario alla Salute, Paula Daza, ha spiegato sabato 13 giugno che il divario tra le cifre fornite quotidianamente in una conferenza stampa e quelle riportate all’OMS si verifica perché il’organizzazione conta non solo le morti con un test PCR positivo, ma anche quelle catalogate come sospette o attribuibili a Covid-19.

I presidenti dei principali partiti dell’opposizione hanno chiesto in una lettera aperta un cambio di strategia per far fronte alla pandemia, nonché per le dimissioni di Mañalich perché, secondo la loro opinione, “ha perso credibilità e fiducia”. “Non stiamo solo affrontando una totale mancanza di controllo sulla pandemia, ma davanti ai dati pubblici che differiscono da quelli segnalati, il che minaccia gravemente la fede pubblica , motivo per cui ci troviamo in una situazione di rischio totale”, hanno affermato i leader del Partito Socialista (PS), della Democrazia Cristiana (DC) e del Partito per la Democrazia (PPD).

La gestione di Malañich è stata controversa sin dall’inizio per il suo ripetuto rifiuto di mettere Santiago in quarantena totale e per aver puntato su quarantene “strategiche e dinamiche”, isolando solo i comuni (quartieri della capitale) con il maggior numero di infezioni. Sebbene sia stato costretto a cambiare linea dopo un aumento esponenziale dei casi all’inizio di maggio, il ministro è rimasto oggetto di pesanti critiche per la sua gestione poco empatica della crisi, in un Paese già duramente colpito dalle proteste contro le diseguaglianze sociali e il caro-vita che si sono susseguite tra ottobre e gennaio.

Le città portuali di Valparaíso e Viña del Mar, 100 chilometri a est della capitale, hanno iniziato la loro prima quarantena sabato dall’inizio della crisi sanitaria, con la quale quasi il 50% dei 18 milioni di abitanti del paese sono attualmente in isolamento.

La capitale, l’obiettivo principale e dove la rete ospedaliera è al limite, ha completato venerdì 12 giugno un mese di quarantena totale, una misura che inizialmente doveva durare fino al 19 giugno ma che dovrebbe essere estesa nelle prossime ore.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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