Russia e Turchia: programmato incontro sulla Libia

Pubblicato il 13 giugno 2020 alle 20:00 in Libia Russia Turchia

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I Ministeri degli Esteri di Mosca e di Ankara hanno annunciato che i ministri degli Esteri e della Difesa russi, Sergei Lavrov e Sergei Shoigu, si recheranno in Turchia domenica 14 giugno per una visita istituzionale il cui tema principale sarà il conflitto in Libia. Con l’annuncio del 13 giugno, il Ministero degli Esteri turco ha rivelato che i due Paesi intendono aprire consultazioni per coordinare i rispettivi sforzi su questioni regionali ai quali saranno presenti funzionari degli eserciti e della sicurezza. Stando a quanto riportato da Reuters, sulla base di dichiarazione dei media turchi, oltre alla Libia le parti potrebbero discutere anche della guerra in Siria.

Nella giornata del 12 giugno, durante una telefonata, il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano già discusso la situazione in Libia, esprimendo preoccupazione per il recente intensificarsi delle ostilità tra le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, guidato dal presidente e premier Fayez al-Sarraj e appoggiate dalla Turchia, e quelle dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) del governo di Tobruk, con a capo il generale Khalifa Haftar e sostenute dalla Russia. Putin ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco e della ripresa del dialogo tra le fazioni belligeranti, facendo eco alla tregua proposta lo scorso 6 giugno dal presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e da Haftar stesso ma respinta dal GNA,  dalla Turchia e anche dall’Unione Europea. L’11 giugno, Putin aveva discusso della guerra in Libia anche con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, con la quale era convenuto sulla necessità di un’interruzione delle ostilità e dell’avvio di negoziati tra le parti, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Sulla questione libica, Turchia e Russia sostengono fazioni opposte. Negli ultimi giorni, Ankara ha avvallato la possibilità di istituire due basi permanenti nel Paese Nord-africano, probabilmente ad Al-Watiya. L’11 giugno, la Turchia ha poi annunciato l’istituzione di un ponte aereo con Tripoli e ha avviato un’esercitazione dell’aviazione nei pressi delle coste libiche, a dimostrazione della sua prontezza d’intervento in caso di necessità. Dal 2 gennaio 2020, Ankara è intervenuta a sostegno di al-Sarraj, dispiegando in Libia ingenti mezzi militari tra cui navi da guerra, droni armati e migliaia di combattenti siriani, consentendo al GNA di guadagnare una posizione di forza rispetto al LNA. Secondo quanto pattuito con il governo di Tripoli, in cambio del suo aiuto, alla Turchia saranno concessi ampi diritti nel Mediterraneo orientale, soprattutto per quanto riguarda lo sfruttamento e la gestione delle ricche risorse naturali dell’area.

Contrariamente alla Turchia, insieme a Il Cairo e Abu Dhabi, Mosca ha investito ingenti risorse nel sostegno al LNA. Il Cremlino è stato più volte accusato, soprattutto dagli USA, di aver inviato a sostegno di Haftar armi e molti mercenari della società di sicurezza privata russa Wagner, che avrebbero rivestito un ruolo fondamentale nell’offensiva contro Tripoli, lanciata dal LNA lo scorso 4 aprile 2019 e conclusasi il 4 giugno dell’anno successivo. Tuttavia, Mosca ha smentito più volte tali accuse, e il 12 giugno, è stato lo stesso vice ministro degli Esteri russo, Michail Bogdanov, a smentire la notizia e ad etichettare i dati su cui si basano le accuse falsi e manipolati.

Non da ultimo, un tentativo di pacificazione tra le parti in lotta sembrerebbe essere arrivato lo scorso 10 giugno, quando si è tenuto il terzo incontro dei colloqui tra le rispettive delegazioni nell’ambito del Comitato militare 5+5, definito dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) produttivo. Il comitato era stato istituito a seguito della Conferenza di Berlino del 20 gennaio scorso come meccanismo di dialogo tra GNA e LNA.  La prima riunione si era svolta a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite il 3 febbraio scorso. Tuttavia, nonostante l’ottimismo iniziale, il secondo round, intrapreso il 18 febbraio, non aveva portato ai risultati auspicati.

In seguito a importanti successi sul campo ottenuti di recente anche grazie alla Turchia, al momento, il GNA sta combattendo per conquistare la città costiera di Sirte dalla quale spera poi di poter portare avanti la liberazione dei territori a Est e a Sud, che sono sotto il controllo di Haftar. Lo scorso 25 marzo, il governo di Al-Sarraj, aveva avviato l’operazione “Tempesta di pace”, con l’obiettivo di autodifendersi dall’esercito di Tobruk, riportando importanti successi. Il primo di questi era stato la presa della seconda base aerea libica di al-Watiya, collocata a 140 km a Sud-Ovest di Tripoli, il 18 maggio scorso. Il successivo 4 giugno, poi, il GNA aveva riguadagnato il totale controllo sul territorio di Tripoli, ponendo fine ai 14 mesi di offensiva del LNA e, il giorno dopo, aveva sottratto ad Haftar Tarhuna, sua ormai ex-roccaforte, utilizzata come base strategica per lanciare attacchi contro la capitale. Infine, il 6 giugno, le forze di Al-Sarraj hanno comunicato la riconquista della città di Bani Walid, a circa 150 km a Sud-Est di Tripoli e l’inizio dei bombardamenti su Sirte.

In Libia è in atto una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica. Al momento, nella guerra civile libica, si combattono il governo di Tripoli o GNA e il governo di Tobruk del LNA. Il primo è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017, ha ottenuto il riconoscimento dell’Onu ed è ufficialmente sostenuto da Italia, Qatar e Turchia. Il secondo, invece, riceve sostegno da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia, Giordania e Francia.

La difficile situazione delineatasi nel Paese Nord africano ha portato molti osservatori a prevedere diversi scenari. In merito al ruolo della Russia, secondo un analista del German Institute for International and Security Affairs, Wolfram Lacher, Mosca potrebbe decidere di dispiegare la propria forza aerea per evitare un’ulteriore avanzata del GNA sulla costa ricca di risorse petrolifere oppure, secondo altri, un accordo potrebbe essere raggiunto proprio da Russia e Turchia, evitando uno scontro diretto in Libia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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