Gli USA non consegnano gli F-35 venduti alla Turchia

Pubblicato il 13 giugno 2020 alle 6:30 in Turchia USA e Canada

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L’areonautica militare statunitense non consegnerà sei F-35 che erano già stati venduti alla Turchia, a causa dell’installazione da parte di Akara dei sistemi di difesa area russi S-400. 

Il Comitato per i Servizi Armati del Senato degli Stati Uniti ha autorizzato la spesa di 9.1 miliardi di dollari, per procurarsi 95 velivoli F-35, in una riunione dell’11 giugno. Tale cifra è specificata nella versione del National Defense Authorization Act del 2021 del Senato. Il documento definisce le politiche annuali del Dipartimento della Difesa. I 95 F-35 autorizzati nel disegno di legge sono 14 in più di quelli richiesti dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Inoltre, il Comitato del Senato ha inoltre autorizzato la US Air Force a mantenere i sei F-35 originariamente venduti in Turchia. I velivoli non sono mai stati consegnati sul suolo turco a causa di un disaccordo sull’acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa missilistico S-400, di fabbricazione russa. 

In tale contesto, la Turchia sta comunque ancora producendo e consegnando parti dei jet F-35 statunitensi, nonostante Ankara sia stata sospesa dal programma. La Turchia è sia un produttore di pezzi sia un importante acquirente dei jet statunitensi della Lockheed Martin. “Gli Stati Uniti avevano affermato che nulla sarebbe stato acquistato di relativo agli F-35 dalla Turchia dopo marzo 2020, ma quell’approccio non è più lo stesso”, aveva affermato, il 7 maggio, il direttore dell’industria per la Difesa turca, Ismail Demir. Questo aveva poi suggerito che la pandemia globale di coronavirus aveva posticipato la scadenza di marzo, che non era più stata applicata. “Le nostre aziende continuano la loro produzione e consegna”, aveva reso noto Demir in un’intervista online, aggiungendo che la Turchia è rimasta un “partner fedele” del programma F-35.

Eliminare la Turchia dal progetto costerebbe agli altri membri del programma fino a 600 milioni di dollari, secondo le autorità di Ankara. I funzionari turchi, da parte loro, hanno affermato che l’attivazione degli S-400, che era previsto per aprile, è stato rimandato a causa dell’epidemia di coronavirus, ma ha aggiunto che alla fine andrà avanti. Demir ha poi affermato che un nuovo calendario per l’attivazione degli S-400 sarebbe stato redatto una volta che le operazioni fossero tornate a pieno regime dopo la pandemia. 

Le consegne dei sistemi antiaerei S-400 sono iniziate il 12 luglio 2019, secondo quanto ha comunicato il ministero della Difesa della Turchia. “Il primo lotto di componenti del sistema di difesa aerea S-400 è arrivato in Turchia e la consegna verrà effettuata presso la base aerea di Murted, nella provincia di Ankara”, si leggeva in una nota del ministero. L’acquisto degli S-400 ha provocato non poche tensioni negli ultimi mesi tra la Turchia e gli Stati Uniti. Washington ha condannato la decisione di Ankara di acquistare i sistemi russi e gli ha dato un ultimatum per cancellare il suo contratto con Mosca.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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