Sversamento di gasolio nell’Artico: incriminato sindaco di Norilsk

Pubblicato il 12 giugno 2020 alle 9:31 in Russia

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Il sindaco di Norilsk, Rinat Achmetčin è inquisito per negligenza a seguito della fuoriuscita di gasolio da una cisterna della centrale termoelettrica cittadina: secondo gli inquirenti non avrebbe intrapreso le misure adeguate per reagire all’incidente, secondo quanto ha dichiarato la portavoce del Comitato Investigativo della Federazione russa, Svetlana Petrenko.

“Achmetčin è stato incriminato ai sensi dell’articolo 293 comma 1 del codice penale della Federazione russa” – ha affermato Petrenko. L’articolo 293 comma 1 del codice penale russo norma il reato di negligenza, per cui sono previste pene fino a sei mesi di carcere.

Secondo gli inquirenti, Achmetčin, consapevole della quantità di gasolio fuoriuscita dalla cisterna, non ha intrapreso misure adeguate per reagire all’incidente e annullare le conseguenze sull’ecosistema. Il sindaco avrebbe inoltre consapevolmente ritardato l’avviso alle autorità federali.

“Non ha organizzato il coordinamento delle attività con la protezione civile e l’assessorato per la protezione ambientale dell’amministrazione comunale, non ha garantito il lavoro e l’interazione con le autorità regionali e federali, non ha organizzato il controllo e il monitoraggio ambientale, non ha previsto l’evoluzione e le conseguenze dell’emergenza nel territorio del comune” – ha aggiunto la portavoce del Comitato Investigativo della Federazione russa.

In aggiunta il tribunale della città di Norilsk ha emesso un provvedimento di custodia cautelare in carcere fino al 31 luglio per Pavel Smirnov, direttore della centrale termoelettrica, a seguito della dispersione di carburante nell’ambiente, secondo quanto riferito dalle autorità del distretto giudiziario di Krasnojarsk, nel quale rientra il tribunale di Norilsk. Smirnov è stato arrestato per la “violazione delle norme di protezione ambientale durante l’attività lavorativa”.

L’incidente alla centrale termoelettrica  N°3 di Norilsk è avvenuto il 29 maggio. A seguito della rottura di una cisterna si sono riversati nell’ambiente 20.000 metri cubi di gasolio, alcuni sono finiti nel torrente locale e nel fiume Ambarnaja, che confluisce nel fiume Pjasino e di là nel Mar Glaciale Artico. L’area inquinata si estende per circa 180.000 metri quadrati e si ritiene che ci vorranno almeno dieci anni per eliminare il gasolio dal terreno e dalle acque.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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