Nigeria: la produzione petrolifera si sta conformando agli standard OPEC+

Pubblicato il 12 giugno 2020 alle 20:28 in Africa Nigeria

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L’attuale produzione petrolifera giornaliera della Nigeria si sta rigorosamente attenendo ai tagli concordati in sede OPEC+ tramite un rinnovato accordo con i principali produttori mondiali di petrolio. È quanto ha riferito, venerdì 12 giugno, il capo della compagnia petrolifera statale nigeriana, la Nigeria National Petroleum Corporation, Mele Kyari. Il direttore della NNPC ha sottolineato, durante una videochiamata su Zoom organizzata dal Consiglio Atlantico, che se tutti i Paesi facenti parte dell’accordo OPEC + rispettassero i termini del patto, non sarà necessario prorogare l’accordo oltre il limite fissato a fine luglio.

Kyari ha ammesso che la Nigeria, il più grande esportatore di petrolio in Africa, non ha rispettato completamente nei mesi scorsi i tagli promessi dallaccordo, ma ha assicurato che le sue attuali riduzioni riusciranno a compensare i ritardi entro luglio.

“La nostra attuale produzione giornaliera indica che siamo in una situazione di eccessiva conformità”, ha affermato Kyari, precisando che la NNPC sta anche lavorando per garantire che la Nigeria possa smettere di importare carburanti entro un periodo di tre anni. Il governo punta a prendere una decisione finale di investimento, entro luglio, sulla costruzione di un separatore di condensa, una semplice raffineria in grado di elaborare greggio ultraleggero. Avrà inizialmente una capacità di 50.000 barili al giorno, salendo poi fino a 200.000.

Il direttore ha poi dichiarato che la compagnia sta adottando un nuovo approccio per riparare le raffinerie in difficoltà e che cercherà partenariati con aziende private per finanziarle, sistemarle e gestirle. Infine, Kyari ha sottolineato che la Nigeria è in trattative con società statunitensi come Bechtel e KBR per lo sviluppo di potenziali progetti tra cui la costruzione di raffinerie di petrolio e gasdotti.

Gli sforzi per rinnovare le raffinerie falliscono da anni e la NNPC li ha interrotti completamente ad aprile. Tuttavia, Kyari ha detto di essere fiducioso di poterli rimettere presto in funzione. “Abbiamo un nuovo quadro”, ha dichiarato parlando dei progetti di raffineria. “Ciò consentirà ad altri di aiutarci”, ha aggiunto.

L’OPEC+, formato dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e dai suoi partner, guidati dalla Russia, ha decretato, il 6 giugno, di estendere l’accordo firmato ad aprile, per la riduzione di 9,6 milioni di barili di petrolio al giorno, fino alla fine di luglio. Il vertice, tenutosi per via virtuale, ha altresì stabilito che Stati come la Nigeria e l’Iraq, che nei mesi scorsi non si sono attenuti alle quote di estrazione concordate, avrebbero dovuto allinearsi al più presto ai tagli e recuperare entro settembre gli alleati. Se tutto procedesse secondo i piani, le riduzioni alla produzione petrolifera potrebbero diventare ancora più incisive e raggiungere 11 milioni di barili di petrolio al giorno. Ad ostacolare questo obiettivo, tuttavia, potrebbe contribuire la ripresa della produzione in Libia dove il giacimento Sharara, in grado di produrre 300.000 barili di petrolio giornalieri, starebbe già ripartendo dopo 4 mesi di fermo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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