Il Marocco propone soluzioni continentali alla pandemia di coronavirus

Pubblicato il 12 giugno 2020 alle 15:06 in Africa Marocco

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Il Marocco ha proposto, giovedì 11 giugno, l’istituzione di una piattaforma di esperti epidemiologi africani per consolidare la risposta del continente alle future sfide sanitarie. L’invito è stato lanciato dal rappresentante permanente del Marocco presso l’Unione africana, Mohamed Arrouchi, durante una riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti dell’UA dedicata alla discussione degli impatti socio-economici e umanitari del coronavirus in Africa.

Il diplomatico ha sottolineato l’importanza che una tale piattaforma rivestirebbe nel promuovere lo scambio di esperienze e nel sostenere i piani d’azione nazionali nella lotta contro le malattie e la diffusione di epidemie, tra cui il COVID-19. La proposta fa eco all’appello del re marocchino Mohammed VI, che, ad aprile, aveva promosso lelaborazione di una risposta continentale alla pandemia.

Durante le conversazioni telefoniche con il presidente del Senegal, Macky Sall, e il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Dramane Ouattara, il re ha proposto un’iniziativa dei capi di Stato africani per stabilire un quadro operativo volto ad aiutare i Paesi di tutto il continente nelle loro varie fasi di gestione della pandemia. L’iniziativa, secondo quanto dichiarato dal gabinetto reale il 13 aprile, mira a condividere le esperienze degli Stati e a sviluppare le migliori pratiche per affrontare gli impatti sulla salute, sulleconomia e sulla società.

Durante la riunione del Comitato dell’Unione Africana, il rappresentante marocchino Arrouchi ha insistito altresì sull’importanza di concentrare gli sforzi sui programmi e sulle attività necessarie a garantire una sicurezza alimentare sostenibile tramite la cosiddetta iniziativa Tripla A, proposta dal re Mohammed VI durante l’Africa Summit of Action, tenutasi a margine della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del novembre 2016 (COP22), a Marrakech.

L’iniziativa Tripla A mira a ridurre la vulnerabilità dell’Africa e della sua agricoltura ai cambiamenti climatici promuovendo l’attuazione di progetti specifici per migliorare la gestione del suolo, il controllo delle acque agricole e la gestione del rischio climatico. Il progetto, per adattare l’agricoltura africana ai cambiamenti climatici e garantire una sicurezza alimentare sostenibile, è stato fortemente sostenuto dai capi di Stato africani che hanno esortato alla raccolta delle risorse necessarie per la sua attuazione in tutto il continente. La carenza di cibo nel 2019 ha costretto l’Africa a importare oltre 49 miliardi di dollari in prodotti alimentari, ha affermato Arrouchi, sottolineando la necessità continentale di una rivoluzione agricola sostenibile e sufficiente.

Il diplomatico marocchino ha anche evidenziato lurgenza di ridurre l’impatto umanitario del COVID-19 sui gruppi più vulnerabili dell’Africa, in particolare donne e bambini. Ha suggerito, a tale proposito, l’istituzione di una banca dati su rifugiati, sfollati e migranti, evitando al contempo qualsiasi sfruttamento di questi gruppi a fini politici. Il commissario dell’UA per gli affari economici, Vitor Harisson, ha sostenuto con forza le proposte marocchine e ha assicurato che le iniziative saranno integrate nella relazione di monitoraggio del Dipartimento degli affari economici.

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Chiara Gentili

di Redazione

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