Colombia espelle presunta spia venezuelana

Pubblicato il 12 giugno 2020 alle 9:42 in Colombia Venezuela

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Le autorità migratorie colombiane hanno espulso Gerardo José Rojas Castillo, presunto militare delle Forze armate nazionali bolivariane (FANB) dal Venezuela, che è stato fermato nel nord-est del Paese, nel quale si sarebbe infiltrato a scopo di spionaggio.

“L’autorità migratoria della Colombia è autorizzata a informare l’opinione pubblica che pochi minuti fa il cittadino venezuelano Gerardo José Rojas Castillo è stato espulso dal territorio nazionale” – ha affermato l’ente in una nota.

Nella dichiarazione si aggiunge che “il cittadino straniero è stato espulso in modo discrezionale dall’autorità di immigrazione colombiana, sulla base di un rapporto dell’esercito nazionale che indicava che il cittadino venezuelano, appartenente alle forze armate di quel Paese, stava svolgendo attività non autorizzate che avrebbero messo a rischio la sicurezza nazionale”.

Si precisa che è stato espulso per un periodo di dieci anni, durante i quali non sarà in grado di entrare nel Paese e in seguito, per farlo, dovrà portare un visto rilasciato dal Ministero degli Esteri colombiano.

La notte del 10 giugno, l’esercito colombiano ha riferito che il soggetto era stato arrestato “in un posto di controllo installato a Ye de Corazones, sulla strada che collega Valledupar al dipartimento di La Guajira”, nel nord-est della Colombia, dopo aver stabilito che era entrato nel Paese come rifugiato.

L’esercito ha aggiunto che l’uomo avrebbe “la missione di sviluppare attività di spionaggio per le unità militari nel territorio nazionale, in particolare nei dipartimenti di La Guajira e Cesar“. Il detenuto portava con sé documenti che “lo accreditavano come ufficiale militare attivo nel grado di secondo sergente della città di Carora, Stato di Lara, Venezuela, informazioni che lui stesso ha successivamente confermato”.

Secondo la dichiarazione, il detenuto era stato addestrato “nei corsi militari e addestramento della direzione generale per il controspionaggio militare, nel corso per cacciatori, nella formazione per forze speciali e forze per i Caraibi, nel corso di paracadutista, nel corso di comando e guida e nel corso di infiltrazione” dell’esercito di Caracas.

Presumibilmente, si è spacciato per proprietario di una bancarella di succhi di futta di fronte a installazioni militari a Valledupar, per poi entrare in una compagnia di trasporti come guardia di sicurezza per “osservare permanentemente i movimenti esterni del Comando militare della decima Brigata corazzata” di stanza in quella città.

Secondo il testo dell’esercito, l’uomo ha messo a rischio la sicurezza nazionale della Colombia.

La situazione si verifica tra le tensioni tra Colombia e Venezuela, dopo lo scorso aprile gli Stati Uniti, che accusano il presidente venezuelano Nicolás Maduro di “narcoterrorismo”, hanno inviato navi e aerei sulle coste di quel paese, mentre inviano truppe in Colombia, secondo quanto sostenuto dal governo di Bogotà per fornire sostegno nella lotta contro il traffico di droga. Tuttavia, Caracas e settori dell’opposizione e della sinistra colombiana assicurano che il governo Iván Duque ha reso in tal modo più facile che gli Stati Uniti usino il territorio della Colombia per compiere azioni militari contro il Venezuela.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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