Africa, coronavirus: finanziamenti da 20 milioni di dollari per i Paesi del G5 Sahel

Pubblicato il 12 giugno 2020 alle 13:37 in Africa

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Il Consiglio di amministrazione dell’African Development Bank ha approvato 20 milioni di dollari di finanziamenti dal Fondo africano per lo sviluppo da destinare alla lotta al coronavirus nelle 5 principali nazioni del Sahel, ovvero Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad.

Secondo una dichiarazione di Olufemi Terry, del Dipartimento Comunicazione e Relazioni Esterne dell’AFDB, l’operazione fornirà finanziamenti per aumentare la resilienza delle comunità più vulnerabili, comprese quelle che ospitano gli sfollati interni e i rifugiati nei Paesi facenti parte del cosiddetto G5 Sahel, la task-force regionale impegnata nel contrasto del terrorismo e del traffico di esseri umani.

Il progetto supporterà le capacità nazionali di monitoraggio epidemiologico e gestione dei casi, renderà disponibili prodotti medici per la prevenzione, il controllo e il trattamento del COVID-19, assicurerà l’applicazione di misure di protezione sociale all’interno delle comunità interessate, in particolare quelle che ospitano gli sfollati interni e i rifugiati, rafforzerà i sistemi alimentari delle aree più disagiate. L’Alta Commissione delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) fornirà supporto operativo al progetto. “Questa operazione integrerà lo sviluppo e le azioni umanitarie nell’ambito dell’iniziativa dell’Alleanza del Sahel e supporterà i soggetti più vulnerabili”, ha affermato Yero Baldeh, direttore dell’ufficio di coordinamento degli Stati di transizione.

Un ulteriore finanziamento, da parte del meccanismo di sostegno transitorio della Banca, pari a 1.372 milioni di dollari, sarà altresì impiegato nei Paesi della regione per rafforzare la capacità di coordinamento del Segretariato permanente del G5 Sahel e sostenere la formazione sulla bio-sicurezza e la gestione dei rifiuti biomedici nei paesi interessati.

L’estensione dei finanziamenti ai Paesi della zona del G5 Sahel rientra nel quadro dello strumento di risposta al COVID-19 elaborato dalla Banca, che ha messo a disposizione un budget di massimo 10 miliardi di dollari. Si tratta del principale canale dell’istituzione per fornire assistenza ai Paesi africani ed aiutarli ad attutire gli impatti economici e sanitari della crisi.

Recenti pacchetti di assistenza di questo tipo sono stati indirizzati al gruppo della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale, nonché a paesi della Comunità economica e monetaria della zona dell’Africa centrale e alla Repubblica Democratica del Congo.

Ciò che spaventa di più in Africa è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. 

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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