Zimbabwe: per il presidente è in atto un piano per distruggere l’economia nazionale

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 18:33 in Africa Zimbabwe

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Il presidente Emmerson Mnangagwa ha dichiarato, mercoledì 10 maggio, che la valuta dello Zimbabwe è sotto attacco da parte di aziende che aumentano costantemente i prezzi per far crollare il suo governo. Un anno dopo che la nazione dellAfrica meridionale ha deciso di interrompere 10 anni di dollarizzazione americana e reintrodurre il dollaro dello Zimbabwe, la valuta locale è precipitata sul mercato nero, alimentando laumento dei prezzi e spingendo l’inflazione al 765%.

Quando è subentrato a Robert Mugabe alla presidenza del Paese, nel novembre 2017, dopo un colpo di stato militare, Mnangagwa aveva promesso di rilanciare l’economia, ma la situazione è diventata sempre più critica a causa di una grave carenza di valuta estera e a livelli di disoccupazione superiori all’80%.

“Stiamo assistendo a un incessante attacco alla nostra valuta e all’economia in generale attraverso modelli di prezzi esorbitanti da parte del settore privato”, ha detto Mnangagwa durante una riunione dellufficio politico del partito di governo, lUnione nazionale africana dello Zimbabwe – Fronte Patriottico (ZANU-PF), ad Harare. “Siamo pienamente consapevoli del fatto che questa è una battaglia alimentata dai nostri detrattori politici, dagli opportunisti d’élite e dagli oppositori che sono decisi a promuovere un’agenda nefasta che non vinceranno mai”, ha aggiunto.

Gli analisti economici affermano che il budget del governo è sotto pressione a causa della spesa sostenuta per combattere l’epidemia di coronavirus, che costringerà le autorità a ricorrere alla stampa di denaro, alimentando ulteriormente l’inflazione. Questultima si attesterà, alla fine dellanno, molto al di sopra dei target della banca centrale e del tesoro, fissati a circa il 50%, per via di un tasso di cambio debole e della carenza di cibo a seguito di un lungo periodo di siccità.

Mnangagwa ha altresì specificato che alcuni rapporti, diffusi lo scorso mese, sulla situazione di tre attivisti dell’opposizione, che sarebbero stati rapiti e torturati da agenti della sicurezza nazionale, fanno anche questi parte di un piano coordinato per provocare disordini ed abbattere il potere centrale. Gli attivisti, che stanno ricevendo le cure necessarie in ospedale, sono stati accusati di prendere parte a proteste illegali e di infrangere le regole del blocco imposte per arginare la diffusione del coronavirus. Mercoledì 10 giugno, gli esperti delle Nazioni Unite nel campo dei diritti umani hanno esortato le autorità dello Zimbabwe a “perseguire e punire con urgenza gli autori di queste violenze oltraggiose contro gli attivisti”.

Lo Zimbabwe, situato nel Sud del continente africano, è ricco di risorse come le miniere di diamanti, oro, carbone, ferro, rame, platino ed altri gruppi di metalli. Anni di cattiva amministrazione e corruzione hanno portato a continui saccheggi di tali risorse, che hanno impoverito molto le comunità locali.

Il 30 luglio 2018, dopo 30 anni, in Zimbabwe si sono tenute nuove elezioni per eleggere il presidente. L’ex leader, il 93enne Robert Mugabe, in carica dal 31 dicembre 1987, era stato fortemente accusato di aver represso violentemente l’opposizione e manipolato le elezioni. Nel corso dell’assedio militare che lo ha costretto a dimettersi, il 21 novembre 2017, l’esercito confinò Mugabe nella propria abitazione, per poi prendere il controllo della televisione di Stato e impedire l’accesso agli edifici governativi. 

Tale assedio sarebbe stato causato dalla decisione di Mugabe di licenziare l’allora suo vice, Emmerson Mnangawa, il quale gli succedette alla guida del Paese. I suoi sostenitori lo vedevano come un nazionalista che aveva combattuto contro il colonialismo e contro le potenze occidentali “neo-imperialiste”; i suoi oppositori, invece, lo biasimavano per aver distrutto l’economia del Paese, una volta conosciuto come il “granaio dell’Africa”. Ad oggi, lo Zimbabwe, Stato dell’Africa orientale, versa in una grave situazione sociale ed economica. L’attuale presidente, il 75enne Emmerson Mnangagwa, ha inaugurato il proprio mandato lo scorso 25 agosto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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