USA-Germania: Washington conferma il ritiro delle truppe

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 11:02 in Germania USA e Canada

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Il direttore nazionale dell’intelligence degli Stati Uniti, Richard Grenell, nonché ex Ambasciatore in Germania, ha confermato le intenzioni della Casa Bianca di ritirare circa 9.700 militari statunitensi in servizio presso il territorio tedesco. 

È quanto rivelato, giovedì 11 giugno, da Politico, il quale ha altresì specificato che secondo quanto dichiarato da Grenell, la decisione giunge in quanto gli Stati Uniti “sono stanchi” di coprire le spese per la difesa di altri Paesi.  

La riduzione del 30% circa del contingente statunitense in Germania era stata annunciata inizialmente dalla stampa di Washington, ma aveva colto di sorpresa i vertici della NATO e di Berlino, i quali avevano dichiarato di non essere al corrente delle intenzioni dell’Amministrazione Trump. Fino alle dichiarazioni di Grenell, non vi era stata alcuna conferma da parte del Pentagono o della Casa Bianca.  

In aggiunta, secondo quanto rivelato a Politico da un alto funzionario del Dipartimento di Stato, Grenell stesso ha esercitato pressioni affinché la Germania fosse inclusa nella lista di Stati interessati dal ritiro delle truppe statunitensi, la quale include anche la Siria, l’Afghanistan, l’Iraq, la Corea del Sud e il Giappone. Tuttavia, in riferimento a Berlino, l’ex Ambasciatore ha sottolineato che in ogni caso rimarranno sul suolo tedesco circa 25.000 militari statunitensi. 

Tale decisione, tuttavia, secondo Grenell, non può aver colto di sorpresa i vertici di Berlino, dato il dibattito avuto nel 2019 sul possibile ritiro delle truppe statunitensi per una serie di ragioni. Anche in occasione del vertice della NATO dello scorso dicembre, ha aggiunto il capo dell’intelligence degli Stati Uniti, si era affrontato il tema del ritiro dei militari. Alla luce di ciò, secondo Grenell, nessuno può dichiarare di essere sorpreso da un simile annuncio. 

Secondo le stime rivelate dall’ultimo report del Pentagono sul dispiegamento delle truppe all’estero, facente riferimento alla situazione al 31 marzo 2020, in Germania vi sono circa 34.674 militari, di cui 20.774 dell’Esercito e 12.980 dell’Aviazione. In aggiunta, circa 19.000 civili statunitensi sono impiegati per fornire supporto alle Forze Armate e anche questo numero, in linea con il taglio dei militari, potrà dover scendere. 

Prevalentemente, i militari statunitensi si trovano in Germania per prestare servizio nelle basi degli Stati Uniti, come la Ramstein Air Base, utilizzata per le operazioni in Medio Oriente e in Africa, il Landstuhl Regional Medical Center, utilizzato in passato per curare i militari feriti in Iraq e Afghanistan e non da ultimo, a Stoccarda, i quartieri generali del Comando europeo e di quello africano degli Stati Uniti. La Germania ospita anche i quartieri generali dell’Esercito statunitense che presta servizio in Europa, a Wiesbaden, oltre ad essere la sede di una base di aerei caccia F-16, a Spangdahlem, e della più grande struttura di addestramento della NATO in Europa, la Grafenwoehr Training Area.  

Nel corso degli anni della presidenza di Trump, le relazioni tra Washington e Berlino sono state messe alla prova in più occasioni. Lo stesso ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, ha riconosciuto, poco prima dell’annuncio del ritiro delle truppe, di attraversare una fase complicata delle relazioni con gli Stati Uniti.  

Da parte sua, il presidente statunitense ha chiesto più volte alla Germania di aumentare la propria spesa militare, accusandola di dipendere eccessivamente dalla Russia per quanto riguarda il suo approvvigionamento energetico. Tuttavia, secondo  un rapporto pubblicato dall’International Peace Research Institute (SIPRI) di Stoccolma, lo scorso 27 aprile, la Germania ha, nel 2019, aumentato gli investimenti del 10% nel settore difesa arrivando a 49,3 miliardi di dollari. Ciò non è però bastato ad allentare le tensioni.  

Anche lo scorso 14 maggio, il capo dell’intelligence degli Stati Uniti, Richard Grenell, aveva accusato la Germania di minare alle capacità di deterrenza nucleare della NATO, dopo che il partito minore della coalizione di governo, l’SPD, aveva richiesto il ritiro delle armi nucleari statunitensi stazionate in Germania, contrariamente a quanto sostenuto dal partito della cancelliera, Angela Merkel.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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