OPEC+: produzione ridotta fino a fine luglio ma stop dei sauditi ai tagli extra

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 17:57 in Medio Oriente Russia

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Dopo che lultimo meeting del gruppo OPEC+ ha stabilito di estendere fino a fine luglio i tagli alla produzione petrolifera, lArabia Saudita e i suoi alleati nel Golfo, ovvero Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, hanno deciso di rinunciare alle riduzioni aggiuntive che avevano volontariamente scelto di introdurre per frenare il crollo dei prezzi.

L’OPEC+, formato dallOrganizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e dai suoi partner, guidati dalla Russia, ha decretato, il 6 giugno, di estendere laccordo firmato ad aprile, per la riduzione di 9,6 milioni di barili di petrolio al giorno, fino alla fine di luglio. Il vertice, tenutosi per via virtuale, ha altresì stabilito che Stati come la Nigeria e lIraq, che finora non si sono attenuti alle quote di estrazione concordate, dovranno allinearsi al più presto ai tagli e recuperare entro settembre gli alleati. Se tutto procedesse secondo i piani, le riduzioni alla produzione petrolifera potrebbero diventare ancora più incisive e raggiungere 11 milioni di barili di petrolio al giorno. Ad ostacolare questo obiettivo, tuttavia, potrebbe contribuire la ripresa della produzione in Libia dove il giacimento Sharara, in grado di produrre 300.000 barili di petrolio giornalieri, starebbe già ripartendo dopo 4 mesi di fermo.

In più, l’Arabia Saudita, il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso, lunedì 8 giugno, di ritirare a fine mese i tagli di produzione extra che si aggirano intorno agli 1,2 milioni di barili al giorno, un’aggiunta rispetto alle riduzioni prescritte dall’OPEC+. “Si è trattato di un taglio extra volontario valido per un mese soltanto”, ha chiarito il ministro dell’Energia saudita, Abdulaziz Bin Salman. «Serviva per dimostrare buona volontà, per creare un’atmosfera migliore nel gruppo. Ora che lo scopo è stato raggiunto voltiamo pagina», ha aggiunto.

“Le riduzioni extra dei tre non sono insignificanti, quindi è normale aspettarsi un nuovo calo dei prezzi, ha scritto Bjornar Tonhaugen, di Rystad Energy, in una nota ai clienti. “Sarebbe troppo bello per essere vero se avessimo un totale di quasi 11 milioni di bpd di tagli volontari estesi per un mese in periodi in cui vediamo deficit di approvvigionamento”, ha aggiunto.

I bassi prezzi del greggio hanno spinto gli acquirenti cinesi ad aumentare le importazioni. A maggio, gli acquisti da parte del più grande importatore mondiale di greggio hanno raggiunto il livello record di 11,3 milioni di barili al giorno. Tuttavia, la società di consulenza JBC Energy ha avvertito che prezzi più alti potrebbero scoraggiare gli acquisti e ridurre la fragile ripresa della domanda di greggio. “Non possiamo tralasciare che, dal punto di vista dei prezzi, questo mercato avrà bisogno di una buona confluenza di sorprese rialziste per continuare a mantenere gli attuali livelli di prezzo”, ha detto JBC in una nota.

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Chiara Gentili

di Redazione

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