L’UE e le accuse di disinformazione contro Russia e Cina

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 9:15 in Cina Europa

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L’Unione Europea ha accusato la Cina di aver architettato, in collaborazione con la Russia, una campagna di disinformazione sul coronavirus al fine di dividere le società d’Europa. 

È quanto rivelato, mercoledì 10 giugno, dal Washington Post, il quale ha altresì sottolineato che quanto dichiarato dall’UE rappresenta la critica più dura e di alto livello ricevuta da Pechino in riferimento alla sua azione durante la pandemia.  

In particolare, la Commissaria dell’UE per lo stato di diritto e la trasparenza, Vera Jourova, ha dichiarato che la pandemia ha dimostrato che la disinformazione non arreca danno solo ai cittadini, ma anche alla salute delle democrazie. In tale contesto, la commissaria ha annunciato una lista di raccomandazioni inviate ai 27 Stati membri dell’UE per contrastare la disinformazione e incentivare la condivisione di notizie reali. Ciò, ha aggiunto Jourova, chiama direttamente in causa le attività della Russia e della Cina, aggiungendo di ritenere che, essendo in possesso di prove, i nomi dei responsabili debbano emergere. 

Le dichiarazioni della Commissione giungono in seguito alle tensioni sorte tra la Cina e gli Stati Membri dell’UE in materia di risposta al coronavirus. Da parte sua, Pechino ha in un primo momento sfruttato la mancata unità degli Stati all’inizio della diffusione della pandemia in Europa, inviando scorte e dotazioni sanitarie in Italia e lasciando trapelare tra gli italiani un messaggio secondo cui l’Europa non stava dimostrando la propria solidarietà nei confronti dell’Italia. Successivamente, il sito dell’Ambasciata cinese della Francia aveva accusato, senza essere in possesso di prove, gli operatori sanitari delle RSA di aver abbandonato le strutture e aver lasciato gli anziani da soli a fronteggiare il virus. 

Sia l’Europa sia gli Stati Uniti hanno a lungo accusato la Russia di condurre attività di disinformazione per sfruttare le divisioni interne alle società democratiche per promuovere i propri interessi. Tuttavia, prima della pandemia, tali accuse non avevano riguardato anche la Cina. In aggiunta, fino l’Europa nel suo complesso e i singoli Stati membri hanno da tempo difficoltà nel trovare un equilibrio tra Washington e Pechino, le cui relazioni sono sempre più tese in materia di sicurezza, diplomazia e, attualmente, anche di risposta al coronavirus. 

In tale contesto, la dichiarazione della Commissione europea rappresenta una novità rispetto al passato. In particolare, l’Esecutivo di Bruxelles ha rilasciato una dichiarazione ufficiale con la quale ha annunciato la propria intenzione di contrastare la disinformazione, accusando esplicitamente Russia e Cina di aver avviato una campagna di disinformazione mirata, oltre a operazioni volte a incrementare la propria influenza, nell’UE, nei Paesi a loro vicini e in tutto il mondo. 

In aggiunta, la Commissione ha richiesto ai principali social media, come Facebook e Twitter, di rafforzare i propri sistemi di fact-checking e di individuare e contrastare le informazioni inaccurate presenti sui rispettivi siti. Una serie di aziende digitali ha già aderito a una iniziativa dell’UE volta a incrementare la trasparenza delle informazioni. Secondo quanto rivelato, anche la piattaforma di condivisione video cinese, TikTok, ha aderito all’iniziativa. 

Lo scorso 14 aprile, anche l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO, Kay Bailey Hutchisonaveva esplicitamente accusato Russia e Cina di condurre una campagna di disinformazione contro le potenze occidentali, aggiungendo di essere preoccupata dal fatto che tali azioni possano causare lo scontento nei confronti dell’alleanza e tra i suoi stessi membri. In particolare, Hutchison aveva dichiarato che erano false alcune notizie in merito al tentativo di Russia e Cina di fornire aiuto, così come non le informazioni fatto che la pandemia fosse scoppiata in Europa o negli Stati Uniti. Tutto ciòaveva ha sottolineato l’ambasciatrice statunitense, rientra nella modalità di guerra ibrida e cibernetica indirizzata contro l’Alleanza da parte di Russia e Cina, le quali cercano di sminuire l’importanza della NATO in un momento delicato come quello attuale, in cui si è in cerca di protezione e aiuto.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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