Grecia: l’accordo con l’Italia rinnova le tensioni con la Turchia

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 18:04 in Grecia Turchia

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Fonti diplomatiche di Atene hanno accusato la Turchia di interpretare in maniera tendenziosa il diritto internazionale, dopo che il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che il documento siglato tra Grecia e Italia sui confini marittimi conferma la validità degli accordi firmati dalla Turchia con la Libia 

È quanto rivelato, giovedì 11 maggio, dal quotidiano ellenico, Ekathimerini, il quale ha specificato che secondo le dichiarazioni di una fonte diplomatica, Atene apprezza la soddisfazione di Ankara in merito all’accordo siglato tra Grecia e Italia, dato che questo riconosce i diritti delle isole di disporre di una propria piattaforma continentale e di una Zona Economica Esclusiva. Alla luce di ciò, ha specificato la fonte, potrebbe sembrare che la Turchia stia cambiando posizione, dal momento che l’accordo sulla definizione dei confini marittimi siglato tra Grecia e Italia non rispecchia quanto previsto dal memorandum firmato lo scorso 27 novembre tra Ankara e Tripoli che, ha ribadito la fonte, è illecito. 

Tuttavia, ha aggiunto il quotidiano, Cavusoglu in realtà interpreta il diritto internazionale in modo tendenzioso, soprattutto in riferimento a quanto sancito dal Diritto del Mare. 

L’accordo tra Grecia e Italia era stato siglato lo scorso 9 giugno, in occasione di una visita ad Atene effettuata dal ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, il quale aveva incontrato il suo omologoNikos Dendias. Durante l’incontro, era stato siglato un accordo sulla delimitazione delle rispettive zone marittime, oltre a due ulteriori documenti, i quali riguardano sia le risorse del Mediterraneo sia la tutela dei diritti storici italiani di pesca nelle acque della Grecia. In particolare, la sigla di tali documenti era stata definita da Di Maio un “risultato importante”, sempre nel rispetto dei diritti sovrani della Grecia. L’intenzione di portare avanti il dialogo sulla delimitazione delle rispettive ZEE era già emersa in occasione dell’ultima visita di Stato ufficiale di Dendias in Italia, avvenuta lo scorso 4 febbraio. In merito all’accordo siglato, il quotidiano ellenico, Ekathimerini, aggiunge che i documenti facilitano l’avvio di operazioni volte all’esplorazione e allo sfruttamento delle risorse minerarie nel Mediterraneo.  

Il Memorandum tra Ankara e Tripoli, invece, risale allo scorso 27 novembre. In tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.      

In virtù di del Memorandum siglato con la Libia, lo scorso 30 maggio, Ankara aveva pubblicato in Gazzetta ufficiale i 24 blocchi per cui la compagnia petrolifera di Stato turca, la TPAO, aveva richiesto la licenza per avviare le esplorazioni energetiche. Insieme al disegno delle aree di competenza, in Gazzetta è stata inserita anche la richiesta da parte ella TPAO di condurre esplorazioni in tutti i blocchi occidentali della mappa, i quali si trovano nei pressi delle isole della Grecia. La pubblicazione dei blocchi in Gazzetta ufficiale confermava le intenzioni della Turchia di portare avanti l’implementazione dell’accordo siglato lo scorso 27 novembre con la Libia, nonostante le Nazioni Unite non abbiano ancora approvato i confini marittimi decisi dai due Paesi.     

In risposta, Atene aveva dichiarato di ritenere evidenti le intenzioni di Ankara di sfidare la propria sovranità territoriale della Grecia nelle acque delle proprie isole, mentre la Turchia aveva ribadito che le aree per cui la compagnia petrolifera di Stato di Ankara ha richiesto la licenza di esplorazione fanno parte della piattaforma continentale turca definita dalle Nazioni Unite. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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