Cuba e il Vaticano celebrano 85 anni di relazioni diplomatiche

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 6:26 in America Latina Cuba

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Lo scorso 7 giugno sono stati celebrati 85 anni di relazioni diplomatiche ininterrotte tra Cuba e la Santa Sede.

Sebbene già nel 1898, Papa Leone XIII avesse nominato Mons. Placide-Louis Chapelle come suo primo delegato apostolico sull’isola, fu solo l’11 settembre 1935 che l’allora Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Eugenio Pacelli, che divenne anni dopo papa Pio XII, firmò il documento che istituiva una nunziatura apostolica a Cuba, su richiesta di papa Pio XI e in reciprocità al gesto cubano, che aveva deciso il 7 giugno dello stesso anno, con decreto Legge n. 208, l’istituzione di una legazione diplomatica in Vaticano.

Come primo nunzio apostolico a Cuba, fu nominato mons. Giorgio Giuseppe Caruana, che dal 1925 si occupava di questioni cubane come delegato apostolico per le Antille e il Messico. Ha presentato le sue credenziali il 6 dicembre 1935, all’allora presidente provvisorio Carlos Mendieta.

Cuba fu rappresentata davanti alla Santa Sede dal suo inviato diplomatico a Parigi fino al 1936 quando, in occasione della commemorazione del 10 ottobre, data che segna l’inizio delle lotte per l’indipendenza di Cuba, fu inviato in Vaticano il primo ministro plenipotenziario. 

Diversi storici classificano la decisione del governo cubano in quel momento di stabilire relazioni diplomatiche con la Santa Sede come un atto coerente con il momento politico nel paese, volto a rafforzare il sentimento nazionale, a partire dall’abrogazione “formale” dell’emendamento Platt, un allegato alla Costituzione cubana del 1901 imposto unilateralmente dagli Stati Uniti, che permetteva al vicino settentrionale di intervenire nell’isola se i suoi interessi fossero stati minacciati.

La storia dei legami tra la Santa Sede e Cuba, nonostante la profonda differenza ideologica seguita alla Rivolzione cubana del 1959, è continuata anche durante il castrismo. Nei legami bilaterali, da parte cubana, si è distinto il primo diplomatico inviato da Fidel Castro a Roma, il giornalista e scrittore Luis Amado Blanco, che è stato Ambasciatore di Cuba dal 1961 al 1975, raggiungendo l’incarico di Decano del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Le visite apostoliche a Cuba di tre Papi sono state significative nella storia delle relazioni tra l’isola e il Vaticano. Fondamentale per la libertà di culto nella maggiore delle Antille fu la visita di Giovanni Paolo II, nel gennaio 1998. A Cuba si sono recati anche Benedetto XVI , nel marzo 2012, e Francesco, a settembre 2015.

In ognuna di queste visite, “sia le autorità sia il popolo cubano hanno mostrato rispetto, affetto e ospitalità ai massimi rappresentanti della Santa Sede; che, a loro volta, hanno avuto l’opportunità di conoscere persone sicure nelle loro convinzioni, nobili, educate, giuste e organizzate, che difendono la verità e ascoltano con rispetto” – riferisce la nota del Ministero degli Esteri dell’Avana.

Le visite ufficiali in Vaticano fatte dai presidenti cubani Fidel Castro Ruz nel 1996 e Raúl Castro Ruz nel 2015, che sono stati ricevuti rispettivamente dai Papi Giovanni Paolo II e Francesco, sono state rilevanti non solo a livello bilaterale. In occasione della prima visita di Fidel Castro a Roma, il Papa si espresse contro l’embargo che colpisce la popolazione cubana, un appello rinnovato da papa Francesco lo scorso aprile in piena pandemia da coronavirus. 

I momenti più alti delle relazioni tra Cuba e la Santa Sede sono la mediazione di papa Francesco per lo storico accordo tra Obama e Raúl Castro per la ripresa delle relazioni diplomatiche tra L’Avana e Washington e l’incontro svoltosi grazie alla mediazione di Castro a nel febbraio 2016 nella capitale cubana tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, quando fu firmata una storica dichiarazione congiunta tra la chiesa cattolica romana e quella ortodossa moscovita.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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