Costa d’Avorio: attacco al confine con il Burkina Faso, 12 soldati uccisi

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 13:43 in Burkina Faso Costa d'Avorio

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Almeno 12 soldati ivoriani sono stati uccisi e altri 7 sono rimasti feriti dopo un attacco contro un posto di blocco lungo la frontiera settentrionale della Costa d’Avorio, al confine con il Burkina Faso, giovedì 11 giugno. Due gendarmi militari risultano dispersi, mentre uno degli aggressori è stato ucciso dalle forze armate. Secondo le autorità, i criminali provengono dal Burkina Faso. Tuttavia, non è ancora chiaro quali siano le loro identità e chi ci sia dietro l’organizzazione dell’offensiva.

L’11 maggio, la Costa d’Avorio e il Burkina Faso hanno lanciato un’operazione militare congiunta, nota come “missione Comoe”, per affrontare l’espansione della minaccia jihadista nella regione del Sahel. Gruppi islamisti legati ad Al-Qaeda e allo Stato islamico stanno ampliando la loro influenza in Africa occidentale negli ultimi anni provocando attacchi mortali su base regolare. La missione ha visto la partecipazione di circa 1.000 soldati ivoriani.

Tra il 23 e il 24 maggio si è svolta una delle maggiori operazioni congiunte nell’ambito della missione. L’offensiva si è svolta a Nord-Est della città ivoriana di Ferkessedougou e a Sud della città burkinabè di Banfora. Almeno 8 sospetti terroristi sono stati uccisi e circa 38 catturati, di cui 24 in Burkina Faso e 14 in Costa d’Avorio. Una “base terroristica” è stata distrutta ad Alidougou, nel Burkina Faso, e, durante l’operazione, i militari hanno sequestrato un ingente quantitativo di armi, munizioni e telefoni cellulare. Il comando militare ha elogiato il “perfetto coordinamento tra i due eserciti”. Alcune fonti locali hanno riferito che la maggior parte dei combattimenti hanno avuto luogo intorno ai villaggi di Tinadalla e Diambeh, nel Nord-Est della Costa d’Avorio. Nonostante una fonte dell’esercito di Yamoussoukro abbia dichiarato che “non esiste alcuna base terroristica sul territorio ivoriano che abbia fatto da zona di rifugio dei jihadisti durante le precedenti offensive da parte dell’esercito del Burkina Faso”, l’agenzia di stampa Agence France Presse sostiene che la presenza di militanti a Nord del parco nazionale del Comoe, in Costa d’Avorio, è stata rilevata più di un anno fa. Fonti di sicurezza burkinabè hanno confermato che si tratta di terroristi che operano nel Burkina Faso e si rifugiano nel Paese vicino.

I gruppi terroristici del Sahelhanno rafforzato e ampliato la loro gamma di operazioni, lasciando i Paesi costieri, come la Costa d’Avorio, con il rischio che la violenza jihadista si riversi sui loro territori.Nell’ultimo anno, gli attacchi jihadisti in Burkina Faso, Mali e Niger si sono intensificati drammaticamente. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 4000 persone sono rimaste uccise in attentati perpetrati nel 2019 nei tre Paesi. Per quanto riguarda la Costa d’Avorio invece, il Paese è stato per lo più risparmiato dalla violenza che ha colpito negli anni i suoi vicini. Tuttavia, il 13 marzo 2016, la nazione ha subito il suo primo attentato terroristico quando tre militanti di al-Qaeda nel Magherb Islamico (AQIM) hanno fatto irruzione in un resort a Grand-Bassam, nel Sud-Est del Paese, uccidendo 19 persone. Tra le vittime, oltre a 10 cittadini ivoriani, si contarono 4 francesi, 2 libanesi, 1 nigeriano, 1 tedesco e 1 macedone. Secondo le indagini condotte dalle autorità locali, i terroristi provenivano dall’estero. Nello specifico, la mente dell’attentato fu il maliano Kounta Dallah, e la maggior parte degli 80 arrestati nelle settimane successive all’attacco era originaria del Mali, mentre alcuni della Mauritania. Il governo di Yamoussoukro dichiarò che l’attacco era stato architettato e compiuto unicamente da militanti esterni alla Costa d’Avorio, con l’obiettivo di creare caos.

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Chiara Gentili

di Redazione

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