Coronavirus, Armenia: Pashinyan vede segnali di stabilizzazione

Pubblicato il 11 giugno 2020 alle 8:55 in Armenia Europa

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, recentemente guarito da Covid-19, ha tenuto un incontro con il viceministro della sanità Lena Nanoushyan e il vicedirettore dell’ospedale San Gregorio Illuminatore di Erevan, Petros Manoukyan, per analizzare la situazione nel Paese, che attraversa ora la fase acuta dell’epidemia.

Il Primo Ministro ha osservato che gli indicatori dell’attività epidemica mostrano deboli e preliminari segnali di stabilizzazione, e sebbene sia impossibile dire in modo conclusivo che la situazione dell’epidemia nel paese si sia già stabilizzata, i segnali vanno in quella direzione. 

“La stabilizzazione sta avvenendo a un ritmo molto elevato, ieri abbiamo avuto 428 nuovi casi, ma voglio anche sottolineare che grazie ai nostri sforzi, la stabilizzazione, anche a un ritmo di contagio così elevato, diventa realizzabile per il nostro sistema sanitario. In effetti, il problema delle persone che richiedono il ricovero in ospedale sta diminuendo ogni giorno. Se riusciamo a mantenere questa tendenza, risolveremo il problema del ricovero nella sua interezza e passeremo allo stadio di superamento dell’epidemia di coronavirus, o piuttosto allo stadio di azzeramento” – ha affermato il Primo Ministro, che lo scorso 1 giugno è risultato positivo al Covid-19, come tutti i suoi familiari. L’8 giugno un secondo tampone ha dato esito negativo e il premier ha ripreso le sue normali attività.

Secondo Nikol Pashinyan, è ovvio che oggi molte persone indossano mascherine e rispettano le regole, ma finora i risultati non sono soddisfacenti come sperato. “Oggi al mattino, secondo il bollettino della situazione alle 15:00, la polizia ha multato 1.800 cittadini per non aver indossato maschere. Cito con dolore questa cifra perché il nostro obiettivo è quello di far bene alle persone, non di multarle. Ieri abbiamo avuto un tasso di guarigione senza precedenti – 775 pazienti” – ha affermato il Primo Ministro.

Il viceministro della sanità Lena Nanoushyan ha osservato che il coronavirus è una malattia di cui si conosce poco e che sussistono ancora molte incertezze riguardo a diffusione, prevenzione e trattamento. “Durante questi mesi, il Ministero della Salute non solo ha organizzato attività di prevenzione e cura, ma ha anche cercato di scoprire di più su questa malattia. Abbiamo imparato dai nostri operatori sanitari, dai nostri altri partner internazionali e dai nostri esperti come gestire l’epidemia. Abbiamo già fatto molta strada e continueremo a farlo. Sulla base delle lezioni apprese, stiamo cercando di adottare alcune tattiche per rendere il feedback più efficace” – ha affermato.

Il vicedirettore dell’ospedale San Gregorio Illuminatore, Petros Manoukyan, ha osservato che la malattia di coronavirus ha un decorso imprevedibile, complicazioni incontrollate e presenta sorprese. “I pazienti hanno molte malattie concomitanti che complicano il decorso della malattia. Di recente, c’è stata la tendenza ad aumentare il numero di pazienti in condizioni gravi ed estremamente gravi, l’ospedale sta affrontando un sovraccarico di lavoro. Immaginate che un paziente sia ricoverato in ospedale con sintomi che non sono tipici di una condizione grave, ma dopo un breve periodo di tempo, sintomi clinici come soffocamento, ansia, mancanza di respiro e sovraccarico di lavoro può rendere il corso dell’infezione fuori controllo. I pazienti iniziano letteralmente a soffocare. Qui, un respiratore automatico viene in soccorso. Sfortunatamente, la malattia ha un decorso imprevedibile, complicazioni incontrollate e presenta sorprese” – ha spiegato, aggiungendo che il  San Gregorio Illuminatore di Erevan ora si occupa solo del trattamento dei pazienti in condizioni gravi ed estremamente gravi provenienti da tutta l’Armenia, diventando di fatto il primo centro Covid della Repubblica e dell’intera regione.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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