Tensioni Praga-Pechino: confermata visita a Taiwan

Pubblicato il 10 giugno 2020 alle 11:28 in Cina Repubblica Ceca Taiwan

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Il presidente del Senato della Repubblica Ceca, Milos Vystrcil, ha confermato la sua visita di Stato ufficiale a Taiwan, nonostante gli avvertimenti ricevuti da Pechino e le indicazioni contrarie del proprio governo. 

È quanto rivelato, martedì 9 giugno, da The Associated Press, il quale ha altresì specificato che in occasione della sua visita, in programma per il prossimo 30 agosto, Vystrcil sarà accompagnato da una delegazione di imprenditori cechi. Durante la sua permanenza a Taiwan, il presidente del Senato incontrerà i vertici locali, ma ancora non sono stati svelati i dettagli dell’agenda. 

La visita doveva inizialmente essere effettuata dall’ex presidente del Senato, Jaroslav Kubera, il quale tuttavia ha perso la vita lo scorso gennaio. L’intenzione di Kubera di effettuare una visita a Taiwan, aggiunge il sito di informazione, aveva causato lo scontento del presidente ceco, Milos Zeman, a favore di un’apertura nei confronti della Cina. 

Anche l’Ambasciata cinese di Praga aveva, lo scorso 10 gennaio, inviato una lettera a Kubera, invitandolo a non recarsi a Taiwan dato che la visita avrebbe comportato conseguenza negative per il futuro delle relazioni tra la Cina e la Repubblica Ceca. A tale riguardo, Vystrcil ha dichiarato che la missiva della sede diplomatica, unita a un’altra comunicazione con cui Pechino aveva criticato l’apprezzamento di Praga della rielezione del presidente indipendentista taiwanese, Tsai Ing-wen, ha contribuito alla sua decisione di recarsi a Taiwan. Nello specifico, il nuovo presidente del Senato ha dichiarato di credere che Pechino ritenga di avere il diritto di esprimersi su cosa Praga possa fare.  

La Repubblica Ceca ha stabilito relazioni informali con Taiwan, ma supporta il principio della Cina unica, secondo il quale l’isola fa parte del territorio cinese. L’isola, tuttavia, è un partner commerciale importante per il Paese europeo, dove Taiwan ha indirizzato investimenti maggiori di quelli ricevuti da Pechino. In tale contesto, Vystcil sostiene che la sua visita a Taipei possa comportare numerosi benefici per il proprio Paese.  

Le relazioni tra Praga e Pechino erano state caratterizzate da un momento di tensione già a pochi giorni dall’invio della lettera da parte dell’Ambasciata cinese. Nello specifico, il 13 gennaio il sindaco di Taipei, capitale di Taiwan, Ko Wen-je, si era recato a Praga per firmare un accordo di gemellaggio con la capitale della Repubblica Ceca. L’accordo segnalava un punto di svolta nelle relazioni con la Cina, dal momento che la precedente città gemellata con Praga era Pechino, la quale considera Taipei parte del proprio territorio. In riposta, il 14 gennaio, Shanghai aveva annunciato di aver tagliato tutti i rapporti con Praga, dichiarando di ritenere che la Repubblica Ceca abbia interferito negli affari interni del Paese, “sfidando il principio della Cina unica”.  

Contemporaneamente, il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, aveva annunciato di non voler partecipare al vertice con la Cina, presieduto dal Capo di Stato, Xi Jinping, nel formato 17+1. Ciò avrebbe privato la Cina di uno dei suoi principali sostenitori europei, un fattore rilevante in vista del vertice della prossima primavera. Nel fornire una spiegazione della propria scelta, Zeman aveva dichiarato di credere che la Cina non abbia rispettato le promesse sugli investimenti in Repubblica Ceca.  

Tuttavia, Zeman aveva in seguito aggiunto che avrebbe potuto cambiare idea in caso di nuove dimostrazioni da parte di Pechino, soprattutto in caso di firma di nuovi accordi commerciali. In seguito, il sito di informazione Seznam Zprávy, ripreso dall’emittente radiofonica di Praga, aveva riportato che Zeman era stato invitato in visita di Stato ufficiale dai vertici della Cina. Poco dopo, la posizione di Zeman è cambiata, dato che, lo scorso 4 marzo, il presidente della Repubblica Ceca aveva confermato la propria partecipazione all’incontro dei 17 leader dell’Europa centrale e orientale e la Cina, inizialmente programmato per il mese di aprile  

Il tema della crescente influenza della Cina negli Stati dell’Europa centrale e orientale è stato anche al centro di uno studio ripreso da Emerging Europe e pubblicato da un think tank ungherese, il Political Capital. Nello studio, secondo quanto emerso, gli esperti hanno evidenziato che i Paesi dell’Europa centrale e orientale, e soprattutto Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, sono “particolarmente vulnerabili” all’influenza di regimi autoritari quali Russia, Cina e Turchia, data la debolezza delle strutture democratiche presenti al loro interno.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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