Scandalo spionaggio in Argentina: Macri usava i narcos per spiare Cristina Kirchner

Pubblicato il 10 giugno 2020 alle 12:58 in America Latina Argentina

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Cristina Fernández de Kirchner, ex presidente (2007-15) e attuale vicepresidente dell’Argentina, ha descritto come “uno scandalo vero e senza precedenti”, lo spionaggio illegale condotto dalla Agenzia Federale di Intelligence (AFI) “che dipendeva direttamente da Mauricio Macri” quando era al governo.

Le indagini indicano il ricorso a trafficanti di droga per eseguire attacchi contro funzionari del proprio governo e il monitoraggio e lo spionaggio politico dei leader dell’opposizione, tra cui la principale è proprio l’attuale vicepresidente.

Cristina Kirchner è stata convocata dal Tribunale federale 1 di Lomas de Zamora per riconoscere l’autenticità del materiale dello spionaggio illegale contro di lei. Accompagnata dal suo avvocato Carlos Beraldi, ha inaugurato quella che secondo la stampa locale sarà una lunga sfilata di vittime dei follow-up dell’AFI.

Il giudice, insieme alla procuratrice Cecilia Incardona, ha fornito una spiegazione ampia e dettagliata delle manovre guidate da un gruppo di almeno diciotto persone, composto da poliziotti, agenti dell’intelligence, avvocati, giornalisti, poliziotti della Città di Buenos Aires, trafficanti di droga e membri delle barras bravas, i gruppi organizzati violenti del tifo argentino. La banda di spionaggio parallela si era autodefinita “SuperMarioBros”.

Supportato da una lavagna sulla quale tracciò tutte le linee di indagine, il magistrato ha fornito alla vicepresidente un resoconto dettagliato delle numerose operazioni e follow-up. Tra le prove raccolte dalla magistratura: foto dell’ex presidente che entrava o usciva dall’Istituto Patria e dalla sua casa a Recoleta; operazioni di infiltrazione in atti dell’alleanza peronista per provocare incidenti; rapporti dettagliati sugli incontri presso l’Istituto Patria; rapporti su telefonate e incontri tendenti al riavvicinamento tra Cristina Fernández e Sergio Massa; rapporti, foto e video di diverse persone che entrano o escono dall’Istituto Patria e dall’edificio di Juncal Street, dove vive la viceprsidente; numerose registrazioni di conversazioni tra gli agenti del gruppo “SuperMarioBros”, dove si dice, ad esempio: “Domani dobbiamo fare l’osservazione della Patria”, secondo la magistratura di tratta di dialoghi concreti sulle operazioni che stavano facendo.

La ex presidente ha menzionato la complicità della Corte suprema nella diffusione illegale di intercettazioni di cui è stata vittima e ha sottolineato il ruolo svolto dai mass media in quella che ha definito “persecuzione politica armata”. 

La causa per spionaggio illegale è stata aperta dopo la recente denuncia dell’attuale dirigente dell’AFI, Cristina Caamano, che ha presentato documenti e dossier che dimostrano l’illegalità di ciò che è stato fatto nello spionaggio a centinaia di politici, giudici, giornalisti, intellettuali, sindacalisti, uomini d’affari, religiosi e altri, senza un ordine del tribunale.

Il giudice Villena ha deciso di convocare le vittime dello spionaggio come testimoni nel quadro del caso che ha aperto nel 2018 quando indagava su “un’organizzazione criminale dedita a compiere atti di spionaggio interno dallo Stato nazionale, provinciale e locale”, attraverso agenti di intelligence o membri delle forze di sicurezza.

È stato un trafficante di droga, Sergio “El Verdura” Rodríguez, che ha scoperchiato lo scandalo di enormi proporzioni quando è stato arrestato e, per salvare la sua famiglia, ha rivelato che un avvocato e spia dell’AFI, Fernando Melo, gli aveva chiesto di lasciare una bomba contro la casa dell’ex ministro della Difesa, José Luis Vila, per provocargli “uno spavento”. Ciò ha permesso di trovare documentazione che da allora accrediterebbe il monitoraggio e la sorveglianza di vari attori pubblici.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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