Nigeria: raid contro un villaggio, almeno 60 vittime

Pubblicato il 10 giugno 2020 alle 13:25 in Africa Nigeria

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Circa 60 persone sono rimaste uccise negli attacchi, condotti martedì 9 giugno, contro un villaggio di pastori nel Nord-Est della Nigeria. Non è ancora chiaro quale sia il numero esatto delle vittime. Il quotidiano Al-Jazeera, citando fonti locali e interviste ai residenti da parte di Agence France Presse, ha ricostruito un bilancio di almeno 59 morti, mentre l’agenzia di stampa Reuters ha riferito che il numero dovrebbe essere più alto, dal momento che almeno 69 corpi sono stati rinvenuti dalle autorità.

L’aggressione è avvenuta nel remoto villaggio di Felo, nel distretto di Gubio, al confine con il Ciad. Un gruppo di uomini armati, a bordo di auto e motociclette, ha fatto irruzione nell’area martedì pomeriggio sparando, con armi quali gli AK-47, contro i residenti in fuga, investendoli con i loro veicoli e razziando il villaggio. Un residente, membro della Task Force civile congiunta (CJTF), e un soldato hanno confermato la versione. I due hanno poi aggiunto che gli uomini avrebbero attaccato il villaggio perché sospettavano che i residenti condividessero informazioni sui movimenti di Boko Haram con le autorità di sicurezza.

“È un giorno sfortunato per noi che dobbiamo assistere a questo massacro”, ha riferito ad Agence France Presse il membro della CJTF, Kachallah Bumu, specificando che questo attacco li ha colti alla sprovvista. “Ci hanno aggredito di colpo e hanno ucciso la nostra gente”, ha dichiarato. La milizia civile si è formata dopo che vari saccheggi e rapimenti da parte di criminali armati hanno costretto gli abitanti del villaggio a formare una forza congiunta per contrastare e prevenire gli attacchi. Nei giorni scorsi, i residenti armati avevano cacciato diversi insorti dalla regione e li avevano respinti nelle foreste circostanti, uccidendone alcuni negli scontri a fuoco.

Gubio, che si trova a circa 80 chilometri dalla capitale regionale di Maiduguri, è stata più volte presa di mira dai gruppi armati. Gli attacchi hanno spinto le autorità a inviare più di 100 agenti e cacciatori locali per proteggere la città e le aree vicine dalle incursioni di gruppi armati, tra cui la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico (ISWAP) e Boko Haram.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale, sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. 

Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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