Israele: atterrato un secondo aereo di Abu Dhabi

Pubblicato il 10 giugno 2020 alle 12:33 in Emirati Arabi Uniti Israele Palestina

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Per la seconda volta in tre settimane, un aereo proveniente dagli Emirati Arabi Uniti (UAE) è atterrato in Israele, il 9 giugno, con a bordo aiuti destinati alla popolazione palestinese.

Il primo aereo della Etihad Airways risale al 19 maggio e, anche in tal caso, trasportava forniture mediche per il popolo palestinese, con il fine ultimo di sostenerlo nella lotta alla pandemia di Covid-19. L’operazione aveva visto anche il coinvolgimento del coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, il quale aveva gestito le circa 16 tonnellate di aiuti partite dagli UAE. In tale prima occasione, le autorità palestinesi hanno rifiutato gli aiuti offerti, affermando che qualsiasi forma di assistenza deve essere coordinata dall’Autorità Palestinese e che inviare aiuti in Israele significa promuoverne la normalizzazione. Tuttavia, non è chiaro quale sia stato il destino del primo carico di forniture.

Secondo quanto riferito da al-Jazeera, anche per l’aereo atterrato all’aeroporto di Ben Gurion, nell’Est di Tel Aviv, il 9 giugno, non vi è stato alcun coordinamento con l’Autorità Palestinese, mentre era il ministro degli Esteri israeliano ad esserne a conoscenza. Israele ha descritto l’episodio un “evento storico” e si è detto speranzoso circa una futura normalizzazione dei legami con gli Emirati, volti altresì a favorire il trasporto di turisti dal Paese del Golfo a Tel Aviv.

Dal canto suo, il premier palestinese, Mohammad Shtayyeh, ha riferito di non essere a conoscenza dell’aereo emiratino, sebbene ne avesse sentito parlare attraverso i media. Tuttavia, anche in tal caso, l’Autorità Palestinese non si è detta disposta ad accettare l’assistenza emiratina, evidenziando come l’atterraggio dell’aereo in Israele simboleggi una normalizzazione delle loro relazioni e che, pertanto, inviare aiuti alla popolazione palestinese è una semplice copertura. Qualsiasi altra forma di aiuto da parte di altri Paesi, ha affermato Shtayyeh, sarà ben accolta, ma previo coordinamento con il governo palestinese.

Israele e gli Emirati Arabi Uniti non sono legati da relazioni diplomatiche e non esistono voli commerciali tra i due Paesi. Tuttavia, entrambi temono una crescente influenza dell’Iran nella regione mediorientale, ed è tale fattore che li ha spinti a favorire un parziale disgelo negli ultimi anni. Abu Dhabi, però, ha anch’essa manifestato opposizione al piano ideato da Israele volto ad annettere alcuni territori della Cisgiordania. A tal proposito, il ministro di Stato per gli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti (UAE), Anwar Gargash, ha affermato, il primo giugno scorso, che Israele deve porre fine alle discussioni relative all’annessione dei territori palestinesi e che qualsiasi azione unilaterale minerebbe il processo di pace e rappresenterebbe una forma di rifiuto degli accordi raggiunti sia a livello regionale sia internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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