Etiopia: Parlamento estende il mandato del premier oltre la scadenza

Pubblicato il 10 giugno 2020 alle 20:24 in Africa Etiopia

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Il Parlamento etiope ha approvato, mercoledì 10 giugno, un’estensione di massimo un anno al mandato del primo ministro Abiy Ahmed e degli attuali legislatori, visto il rinvio delle elezioni generali di agosto a causa dell’epidemia di coronavirus. Nello specifico, la Camera alta ha votato per una risoluzione che sposta i termini dei legislatori federali e regionali e del ramo esecutivo del governo di un periodo compreso tra i 9 e i 12 mesi. Secondo quanto affermato dal portavoce della Camera, Gebru Gebreslassie, le elezioni si svolgeranno entro quel lasso di tempo, una volta che le autorità sanitarie avranno stabilito che il coronavirus non costituisce più una minaccia per la salute pubblica. Finora, l’Etiopia ha registrato un totale di 2.336 casi di COVID-19 e 32 morti.

Solo due giorni fa, lunedì 8 giugno, la presidente della Camera alta, Keriya Ibrahim, ha deciso di dimettersi in segno di protesta contro il rinvio delle elezioni nazionali. Questa mossa, unita all’estensione del mandato di Abiy oltre la scadenza naturale di settembre, rischia di aumentare la spaccatura tra il governo e il partito della presidente, ovvero il Fronte per la Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), che ha minacciato di tenere le proprie elezioni regionali nonostante il divieto di Addis Abeba.

“Se il TPLF rifiutasse i piani del governo, le proteste o i boicottaggi elettorali potrebbero diventare una realtà, riducendo le possibilità di sondaggi competitivi e di successo nel 2021”, ha affermato William Davison, analista senior per l’Etiopia presso il think-tank International Crisis Group. “Ciò significherebbe una maggiore instabilità politica e potrebbe compromettere la transizione democratica”, ha aggiunto.

Da quando si è insediato al potere, nell’aprile 2018, Abiy ha introdotto importanti riforme politiche, tra cui la rimozione dei divieti imposti ad alcuni partiti, il rilascio dei prigionieri politici e l’accoglienza di gruppi militanti in esilio come il Fronte di liberazione degli Oromo. Tuttavia, le nuove libertà hanno anche permesso ad alcune tensioni represse da tempo di riemergere provocando scontri tra i numerosi gruppi etnici del Paese.

L’Etiopia ha già subito un tentativo di colpo di Stato, il 22 giugno 2019. Questo si era verificato a Bahir Dar, capitale dello Stato di Amhara, nel Nord del Paese. I cospiratori avevano intenzione di rovesciare il capo del governo regionale, Ambachew Mekonnen, che di fatto è rimasto ucciso nel fallito colpo di Stato insieme a un suo consigliere. Oltre a loro, hanno perso la vita anche il Generale etiope Seare Mekonnen, Capo di Stato maggiore dell’esercito, ucciso da un proiettile sparato dalla sua guardia del corpo, e un altro ufficiale in pensione. Il 24 giugno, le autorità di Addis Abeba hanno rivelato che l’organizzatore del golpe, il generale Asamnew Tsige, era stato eliminato dalle forze di sicurezza etiopi. 

In più, il 23 giugno 2018, alcuni aggressori armati avevano detonato una granata durante un comizio presieduto dal premier Abiy per cercare di impedire alla sua amministrazione di governare il Paese. L’episodio si era concluso con 2 morti e con il ferimento di più di 83 persone, ma il primo ministro era riuscito a uscirne illeso.

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Chiara Gentili

di Redazione

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