Brexit: un documento trapelato annuncia il rischio di veto dell’UE

Pubblicato il 10 giugno 2020 alle 18:32 in Europa UK

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Il Parlamento europeo potrà decidere di porre il veto sull’accordo commerciale post-Brexit tra UE e Regno Unito, in caso di assenza di solidi meccanismi di salvaguardia. 

È quanto rivelato, mercoledì 10 giugno, dal Guardian, il quale, dopo aver ottenuto la bozza di una risoluzione che andrà al voto il prossimo venerdì 12 giugno, ha altresì specificato che il veto potrà giungere in caso di assenza di garanzie in materia di concorrenza e standard comuni in ambito ambientale e relativo alla tutela dei lavoratori. Dato il rischio del blocco da parte dell’UE dell’eventuale accordo tra Londra e Bruxelles, il documento invita il governo inglese a rivedere la propria posizione sul negoziato, dal momento che la parità di condizioni, in materia ambientale, di diritto dei lavoratori e di sussidi alle imprese, rappresenta la condizione necessaria per l’approvazione di un eventuale accordo 

La parità di condizioni rappresenta, insieme alla pesca, alla governance e al quadro normativo e securitario, uno dei quattro argomenti chiave su cui è in stallo il negoziato tra le due parti. Lo scorso 5 giugno, si è chiuso il quarto round di negoziati tra l’Unione Europea e il Regno Unito volto a definire le relazioni commerciali bilaterali post-Brexit. Al termine dell’ultimo incontro, l’ultimo prima del vertice tra il premier di Londra, Boris Johnson, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e altri funzionari dell’UE, il capo negoziatore di Bruxelles, Michel Barnier, aveva dichiarato di non aver ottenuto grandi progressi. In particolare, secondo Barnier il dialogo non aveva portato ad alcun progresso in nessuno dei quattro argomenti chiave del negoziato tra le due parti. Dall’altra parte, anche il capo negoziatore del Regno Unito, David Frost, aveva riconosciuto che i progressi raggiunti nel dialogo sono minimi, aggiungendo altresì di essere vicini al punto limite di quanto possa essere ottenibile dagli incontri via remoto.  

Anche i precedenti tre round avevano prodotto scarsi risultati. In particolare, in seguito al ciclo di incontri terminato lo scorso 15 maggio, il ministro dell’Ufficio di governo di Londra, Michael Gove, aveva dichiarato di ritenere che vi siano divergenze tra le due controparti, dato che a detta del ministro, Bruxelles chiede al Regno Unito di allinearsi con le proprie disposizioni nonostante Londra non faccia più parte dell’Unione Europea. Dall’altra parte, anche l’UE, nella persona di Barnier, aveva dichiarato di ritenere che il Regno Unito avanzi pretese irrealistiche, alla luce delle quali i negoziati potranno entrare in una nuova fase di stallo. Londra, però, non intende prorogare i negoziati con l’Unione europea oltre il prossimo 31 dicembre. 

In tale quadro, il Financial Times sostiene che sono in aumento le possibilità del mancato raggiungimento di un accordo tra Londra e Bruxelles. 

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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