Tanzania: leader dell’opposizione vittima di un attacco

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 15:55 in Africa Tanzania

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In Tanzania, il principale leader dell’opposizione, Freeman Mbowe, è stato attaccato da un gruppo di persone armate non identificate davanti alla sua abitazione, martedì 9 giugno. La notizia è stata rilasciata dal suo partito, il cosiddetto CHADEMA o Partito per la Democrazia e il Progresso, uno dei contendenti alle prossime elezioni generali previste ad ottobre.

Mbowe, leader dell’opposizione in Parlamento e presidente di CHADEMA, è stato assalito mentre tornava a casa lunedì, dopo mezzanotte. “Persone sconosciute lo hanno circondato e aggredito prima che iniziasse a salire le scale. Sebbene i criminali avessero portato armi da fuoco, non le hanno usate”, ha dichiarato il segretario generale di CHADEMA, John Mnyika.

Secondo il partito, ci sono segnali che indicano che l’assalto sia motivato politicamente, dal momento che gli aggressori avrebbero intimato a Mbowe di interrompere la sua campagna elettorale.

La polizia della capitale amministrativa, Dodoma, ha riferito, durante una conferenza stampa, che gli agenti stavano indagando sull’incidente e ha sottolineato di evitare di politicizzare la vicenda prima di ottenere prove chiave. “Stiamo indagando sul caso e non ci lasceremo sfuggire la verità”, ha dichiarato la polizia. “Questo incidente è come gli altri. Non dovrebbe essere usato in modo improprio, non dovrebbe essere usato per guadagni politici o sfruttato per ottenere popolarità”, ha aggiunto.

Mbowe, che insieme ad altri legislatori dell’opposizione è stato dichiarato colpevole di un tentativo di eversione, a marzo, è stato portato d’urgenza in un ospedale di Dodoma, dove stava ricevendo le cure necessarie, ha riportato Mnyika, senza fornire ulteriori dettagli.

Il partito attualmente al potere in Tanzania è il CCM, presieduto dal presidente John Magufuli. Luomo è stato eletto nel 2015 con la promessa di mettere fine alla corruzione nel Paese. Tuttavia, diverse organizzazioni della società civile lo accusano di reprimere i diritti umani e di limitare la libertà di espressione, soprattutto attraverso la soppressione delle opposizioni. Secondo i rapporti pubblicati da organizzazioni umanitarie come Amnesty International e Human Rights Watch, in Tanzania i media sono stati minacciati da leggi sulla criminalità informatica, i giornali critici e i blog sono stati messi a tacere, i membri dell’opposizione perseguitati. Erick Kabendera, un famoso giornalista noto per la sua spietata cronaca su Magufuli, è stato arrestato a luglio e ritenuto colpevole di reati che diversi gruppi per la difesa dei diritti umani ritengono motivati politicamente. A novembre, un tribunale ha rinviato per l’ottava volta il suo processo per criminalità organizzata e reati finanziari. Un tempo baluardo di stabilità nella regione, quest’anno la Tanzania ha perso 40 posizioni nella classifica redatta da Reporters senza Frontiere sull’indice di libertà di un Paese.

Mbowe, che si è candidato senza successo alla presidenza nelle elezioni del 2005, non ha dichiarato se si candiderà al voto di ottobre. Il suo vice nel partito, Tundu Lissu, si è offerto come candidato alle elezioni presidenziali. Lissu ha vissuto in esilio in Europa per un breve periodo dopo essere sfuggito al tentativo di assassinio da parte di sconosciuti a Dodoma, nel settembre 2017.

La Tanzania, situata nell’Africa orientale, seppur goda di relativa stabilità interna, non ha un’economia altrettanto prosperosa. Una larga parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà stimata dalla World Bank. Confinando con il Burundi e la Repubblica democratica del Congo, che versano in situazioni umanitarie gravi, la Tanzania accoglie ogni mese migliaia di rifugiati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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