Il Regno Unito avvia negoziati commerciali con il Giappone

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 12:34 in Giappone UK

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Il Regno Unito e il Giappone hanno dato il via, martedì 9 giugno, ai negoziati commerciali volti a raggiungere un accordo bilaterale di libero scambio. 

È quanto rivelato, nella stessa giornata, da Politico, il quale ha altresì aggiunto che l’avvio di tali negoziati è stato definito “un momento storico” dal segretario commerciale del Regno Unito, Luz Truss, la quale ha altresì aggiunto che entrambi i Paesi mirano a ottenere una partnership più intensa di quella attualmente in atto tra Tokyo e Bruxelles. 

I negoziati si apriranno grazie a un incontro, in videoconferenza, con il ministro degli Affari Esteri del Giappone, Motegi ToshimitsuSuccessivamente, il Regno Unito sarà rappresentato dall’ex ambasciatore in Giappone, Graham Zebedee, il quale coordinerà i lavori di sei gruppi di lavoro, composti da circa 100 negoziatori britannici. I team formati si occuperanno di lavorare a 23 capitoli commerciali e alle relative appendici, al fine di raggiungere un accordo finale, idealmente entro il 31 dicembre 2020. Tale data è stata individuata in virtù della scadenza della Brexit, la quale comporta che, in assenza di un accordo tra Londra e Tokyo, i due Paesi si ritroverebbero a sottostare ai termini imposti dalla World Trade Organization a partire dal primo gennaio 2021. 

Da parte sua, il Regno Unito intende raggiungere con il Giappone un accordo più intenso di quello in vigore con l’UE, soprattutto in materia di commercio digitale e supporto alle piccole imprese. In aggiunta, nei programmi di Londra rientra l’obiettivo di utilizzare l’accordo che seguirà come trampolino di lancio per entrare a far parte del Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), un accordo di libero commercio che regola i rapporti commerciali del Canada e di dieci altri Paesi asiatico-Pacifici, ovvero l’Australia, il Brunei, il Cile, il Giappone, la Malesia, il Messico, la Nuova Zelanda, il Peru, Singapore e il Vietnam. 

Nel 2019, il commercio tra Londra e Tokyo aveva generato un flusso di oltre 30 miliardi di pound, corrispondenti a circa 34 miliardi di euro. Il dato, rivelato da Politico, era stato diffuso dal Dipartimento per il Commercio internazionale di Londra, il quale aveva altresì specificato che circa 9.500 aziende britanniche esportano i propri prodotti in Giappone. Secondo quanto aggiunto dalla BBC, il Giappone è il quarto partner commerciale extra-UE del Regno Unito.  

Nel frattempo, lo scorso 5 giugno, si è chiuso il quarto round di negoziati tra l’Unione Europea e il Regno Unito volto a definire le relazioni commerciali bilaterali post-Brexit. Al termine dell’ultimo incontro, l’ultimo prima del vertice tra il premier di Londra, Boris Johnson, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e altri funzionari dell’UE, il capo negoziatore di Bruxelles, Michel Barnier, aveva dichiarato di non aver ottenuto grandi progressi. In particolare, secondo Barnier il dialogo non aveva portato ad alcun progresso in nessuno dei quattro argomenti chiave del negoziato tra le due parti, ovvero la pesca, la governance, l’equo trattamento, l’applicazione delle leggi e le questioni principali in materia di sicurezza. Dall’altra parte, anche il capo negoziatore del Regno Unito, David Frost, aveva riconosciuto che i progressi raggiunti nel dialogo sono minimi, aggiungendo altresì di essere vicini al punto limite di quanto possa essere ottenibile dagli incontri via remoto. In tale quadro, il Financial Times sostiene che sono in aumento le possibilità del mancato raggiungimento di un accordo tra le due parti.   

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.    

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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