Presidente afghano incontra il capo di Stato Maggiore del Pakistan

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 11:56 in Afghanistan Pakistan

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Il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha incontrato il generale Qamar Javed Bajwa, capo di Stato Maggiore dell’esercito pakistano, a Kabul. 

L’ambasciata pakistana ha riferito la notizia, il 9 giugno, ma non ha fornito ulteriori dettagli sull’incontro. Questo arriva dopo che, il 7 giugno, l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad, aveva incontrato il generale pakistano Bajwa a Islamabad, per discutere del processo di pace afgano. Durante l’incontro, il Pakistan e gli Stati Uniti hanno concordato di continuare a lavorare per “obiettivi reciprocamente concordati” definiti nel fondamentale accordo di pace tra USA e talebani, firmato a Doha il 29 febbraio. In tale contesto, il governo afghano ha affermato che, al momento, sono stati rilasciati circa 3.000 prigionieri, come sforzo per avviare il dialogo intra-afghano previsto dall’intesa. I talebani, d’altra parte, hanno rilasciato 458 prigionieri che il gruppo afferma di essere membri delle forze governative. 

In tale contesto, però, un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato il 29 maggio ha reso noto che i talebani non sono riusciti a rispettare una delle parti fondamentali dell’accordo con gli Stati Uniti, che prevedeva di tagliare i legami con al-Qaeda. Invece, al momento, Al-Qaeda dispone di un numero di agenti attivi che va da 400 a 600 individui, in 12 diverse province afghane, e sta organizzando campi di addestramento nell’Est del Paese, secondo l’ONU. “I talebani si sono consultati regolarmente con al-Qaeda durante i negoziati con gli Stati Uniti e hanno offerto garanzie che avrebbe onorato i loro legami storici”, afferma il rapporto. Inoltre, secondo il documento, un nuovo gruppo, chiamato Hizb-e-Wilayat-e-Islami, è stato creato fuori dall’Afghanistan, mettendo insieme i membri dei talebani che si oppongono all’accordo di pace con gli Stati Uniti. 

In tale contesto, i talebani si erano affermati come gruppo dominante in Afghanistan a seguito del crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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