Piano di annessione di Netanyahu: l’appello di Hamas e le presunte fratture interne

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 12:23 in Israele Palestina

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Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è detto determinato a proseguire con il proprio progetto di annessione di alcuni territori della Cisgiordania. Da parte sua, l’organizzazione palestinese di Hamas ha invitato la comunità internazionale a intraprendere misure efficaci, mentre da parte israeliana vi sarebbero riserve.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera, il Movimento Islamico di Resistenza, meglio noto con il nome di Hamas, ha invitato i Paesi arabi e la comunità internazionale ad adottare misure serie e concrete, per impedire a Israele di annettere parti della Cisgiordania, tra cui la Valle del Giordano ed il Mar Morto settentrionale. Al contempo, in una nota pubblicata l’8 giugno, il portavoce del movimento, Hazem Qassem, ha espresso il proprio apprezzamento verso coloro che hanno già manifestato il loro rifiuto al piano di annessione. Tuttavia, è stato affermato, ciò non basta, in quanto la cosiddetta “entità sionista” potrebbe non tener conto della volontà internazionale e infrangere ancora una volta la legge.

Nella medesima giornata dell’8 giugno, il premier dell’Autorità Palestinese, Mohammad Shtayyeh, ha dichiarato che, nel caso in cui la possibilità di istituire uno Stato per la Palestina sia compromessa, potrebbe essere messo in discussione anche il riconoscimento di Israele, contrariamente a quanto stabilito nel 1993 con gli Accordi di Oslo. Tuttavia, a detta di Shtayyeh, Israele, con le sue mosse, ha già violato gli accordi raggiunti, così come il Diritto internazionale, minando la stabilità dell’intera regione. Pertanto, contrapporsi ai piani di annessione significa battersi per la sopravvivenza dell’entità politica palestinese e del progetto nazionale.

Parallelamente, il quotidiano Asharq al-Awsat, sulla base di dichiarazioni di fonti vicine al partito Blue and White, ha rivelato che il leader Benny Gantz, impegnato con Netanyahu in un governo di unità nazionale, ed il suo partito, sebbene concordi ai piani di annessione dei territori della Cisgiordania, hanno espresso alcune riserve a riguardo. In particolare, Blue and White non concorda su alcune modalità di attuazione e sulla mancanza di un dialogo con la parte palestinese, timoroso che un tale approccio possa danneggiare gli interessi stessi di Israele. I membri del partito hanno poi messo in luce come Washington, anch’essa favorevole al progetto, stia rivalutando modalità e tempistiche, alla luce delle obiezioni presentate da altri Paesi arabi.

A detta del quotidiano, un tale cambio di posizione potrebbe minare la stabilità raggiunta a livello politico in Israele con l’alleanza Netanyahu-Gantz, approvata ufficialmente dalla Knesset il 17 maggio scorso. Il leader di Blue and White ha più volte espresso la necessità di ottenere il via libera della Casa Bianca, al momento non ancora annunciato. A tal proposito, Netanyahu ha riferito ai governatori delle colonie in Cisgiordania che il suo progetto non prevede la creazione di uno Stato palestinese, diversamente da quanto delineato nel “piano di pace”, altresì noto come “accordo del secolo”, presentato dal presidente degli USA, Donald Trump, il 28 gennaio 2020. Tale progetto, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza.

Nel 1993, con gli Accordi di Oslo, è stata altresì stabilita una soluzione a due Stati, secondo cui potrebbero essere creati due Paesi in grado di coesistere accanto all’altro, ovvero Israele da una parte e la Palestina dall’altra, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due. Tuttavia, se Israele riuscirà ad annettere i territori reclamati, come evidenziato anche dalle Nazioni Unite, il pericolo è che la soluzione a due Stati venga compromessa, alimentando rabbia e preoccupazione anche a livello internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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