NATO: Stoltenberg svela le minacce di Cina e Russia

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 10:48 in Cina NATO Russia

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che la Cina, oltre alla Russia, sta diventando sempre più una minaccia per l’Europa. È quanto reso noto, martedì 9 giugno, dall’EU Observer, il quale ha ripreso le dichiarazioni di Stoltenberg rilasciate in occasione di un briefing trasmesso via video il giorno precedente sul riassetto dell’Alleanza nei prossimi dieci anni 

Nello specifico, secondo il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, la crescita della Cina sta spostando l’equilibrio di potenza globale, moltiplicando al tempo stesso le minacce alle società aperte e alle libertà individuali e incrementando la competizione sui valori e sullo stile di vita transatlantico. Ciò non significa, ha specificato Stoltenberg, che la NATO consideri la Cina un nuovo nemico o un avversario da contrastare, ma per il segretario generale dell’Alleanza occorre tener conto del fatto che Pechino sia diventata la seconda potenza al mondo per spesa militare, in seguito agli investimenti dedicati all’aumento delle capacità belliche moderne, inclusi missili in grado di raggiungere tutti gli Stati membri della NATO. 

Le forze di Pechino, ha aggiunto Stoltenberg, sono già state dispiegate nell’Artico e in Africa e il governo sta investendo nelle infrastrutture critiche per l’Alleanza. In più, ha sottolineato il segretario generale della NATO, la Cina ha incrementato la sua collaborazione e i suoi legami con la Russia e tali fattori, nel complesso, hanno un impatto sulla sicurezza degli Alleati transatlantici.  

Sulla Russia, in aggiunta, Stoltenberg ha rivelato che Mosca sta per impiegare una nuova tipologia di missili, noti come SSC-8, i quali, essendo in grado di raggiungere le città europee, riducono la soglia del potenziale utilizzo delle armi nucleari in caso di conflitto armato. 

Le preoccupazioni emerse nei riguardi delle attività della Russia, sottolinea il sito di informazione, non sono nuove all’Alleanza, la quale continua a portare avanti operazioni volte a contrastare le minacce provenienti da Mosca, dispiegando truppe nei Paesi baltici, dove frequentemente organizza esercitazioni militari. Tuttavia, le dichiarazioni rilasciate sulle attività della Cina riflettono le preoccupazioni degli Stati Uniti, i quali rappresentano la prima potenza dell’Alleanza. A tale riguardo, Stoltenberg ha dichiarato che persino Washington, paragonata a Pechino, non è più la più grande potenza al mondo, anche in virtù del fatto che la Cina sarà presto la prima potenza economica del mondo. 

In aggiunta, il segretario generale della NATO ha sottolineato l’emergenza di un asse sino-russo particolarmente attivo in materia di disinformazione. In particolare, Stoltenberg ha dichiarato che sia la Cina sia la Russia hanno di recente disseminato informazioni di propaganda, per cercare di dividere l’Alleanza e compromettere la fiducia nei confronti degli Stati Membri. Anche durante l’emergenza da coronavirus, secondo l’ex premier norvegese, Russia e Cina hanno cercato di far ricadere sui membri della NATO la responsabilità dell’esistenza del virus.  

In tale contesto, ha sottolineato Stoltenberg, diventa sempre più importante che gli Alleati rimangano uniti, ribadendo l’Asse tra il Nord America e l’Europa, dato che da soli ciò non sarà affrontabile.  

I dialoghi sul riassetto della NATO vanno avanti da quando, lo scorso 31 marzo, il segretario generale dell’Alleanza ha annunciato la creazione di un panel composto da 10 esperti, i quali lavoreranno al futuro dell’Alleanza dopo che, lo scorso 7 novembre, il presidente della Francia, Emmanuel Macronaveva dichiarato di ritenere la NATO in stato di “morte celebrale”. Nello specifico, Macron aveva messo in dubbio l’effettivo impegno della NATO a garantire la difesa comune alla luce dell’Articolo 5 del Patto Atlantico, sulla cui effettiva validità si era detto incerto. L’Alleanza, aveva dichiarato Macron, può sopravvivere se rimane invariato il ruolo di chi si pone quale garante dell’extrema ratio. Per tale ragione, il presidente francese aveva rivelato di ritenere che la natura della NATO in quanto alleanza militare vada rivista alla luce dell’impegno degli alleati americani. 

In seguito alle parole di Macron è stato dato il via a “un processo di riflessione” sul futuro dell’Alleanza e, secondo una bozza diffusa da EurActiv, questo potrebbe comportare un maggiore impegno in Medio Oriente e Africa. In aggiunta, il ruolo del panel di esperti sarà quello di fornire raccomandazioni su come rafforzare l’unione dell’Alleanza, aumentare le attività di consultazione politica e coordinamento.  

Il panel di esperti è composto dagli ex ministri degli Esteri della Francia, Hubert Vedrine, e della Polonia, Anna Fotyga, dall’ex viceministro degli Esteri italiano, Marta Dassu, dall’ex assistente al Segretario Generale della NATO, Tacan Ildem, di nazionalità turca, dal consulente per la Sicurezza nazionale del Canada, Greta Bossenmaier, dall’esperto di cybersecurity e consulente per il governo olandese, Herna Verhagen, dall’esperto danese di terrorismo e sicurezza, Anka Dalgaard-Nielsen, e dal consigliere del premier del Regno Unito, Boris Johnson, John Bew. A guidare la squadra sarà l’ex ministro dell’Interno e della Difesa della Germania, Thomas de Maizière, insieme ad Aaron Wess Mitchell, ex vicesegretario agli Affari Esteri dell’Amministrazione Trump.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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