Libia: l’Europa reagisce all’iniziativa del Cairo

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 9:10 in Europa Libia

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Il portavoce dell’UE in materia di politica estera, Peter Stano, ha dichiarato che per Bruxelles la pacificazione della Libia deve avvenire seguendo quanto avviato alla Conferenza di Berlino, rifiutando ogni iniziativa parallela.  

È quanto rivelato, lunedì 7 giugno, dall’agenzia stampa turca, Anadolu, la quale ha altresì reso noto che per Stano ogni iniziativa in linea con il processo di Berlino rappresenta uno sviluppo positivo, ma per l’UE non vi è alternativa alla soluzione politica inclusiva decisa nel corso della Conferenza del 19 gennaio scorso. 

Tale Conferenza si era tenuta lo scorso 19 gennaio e aveva visto la partecipazione di diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj. Al termine della Conferenza, erano state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare. A livello economico, l’attenzione era stata posta sulle riforme da intraprendere per la ripresa del Paese. Sul versante militare, la parti avevano concordato la formazione di un Comitato per il monitoraggio e per la supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, l’incontro di Berlino aveva esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e a indire elezioni libere, inclusive ed eque.   

Lo scorso 6 giugno, però, il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi, nel corso di una conferenza stampa, aveva svelato la Dichiarazione del Cairo, la quale propone l’attuazione di un cessate il fuoco a partire da lunedì 8 giugno, il ritiro di tutti i mercenari stranieri dal territorio libico, lo smantellamento delle milizie e la consegna delle armi. L’iniziativa pianifica altresì di organizzare elezioni presidenziali sotto il controllo delle Nazioni Unite e di redigere una dichiarazione costituzionale per regolamentare le elezioni da fissare in una fase successiva. Infine, la Dichiarazione prevede la formazione di un nuovo consiglio presidenziale che includa un presidente, due vicepresidenti e un primo ministro, tutti nominati per un mandato di un anno e mezzo, che può essere prorogato fino a un massimo di altri sei mesi. 

La Dichiarazione, secondo quanto reso noto da France 24, era giunta in seguito a una Conferenza, tenutasi al Cairo, alla quale avevano partecipato il capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, il generale Khalifa Haftar, il presidente della Camera di Tobruk, Aguila Saleh Issa, e numerosi diplomatici, tra cui rappresentati della Russia, degli Stati Uniti, della Francia e dell’Italia. Assenti, tuttavia, i rappresentanti del governo di Tripoli e di alcuni suoi sostenitori, come la Turchia e il Qatar. 

In seguito all’iniziativa annunciata dal Presidente Al-Sisiil Ministero degli Affari Esteri di Roma ha rilasciato un comunicato ufficiale, con cui ha annunciato di accogliere con attenzione l’iniziativa di pace annunciata dal presidente dell’Egitto riguardante il cessate il fuoco. Nello specifico, secondo quanto dichiarato con il comunicato, l’Italia ha ribadito di sostenere ogni iniziativa volta a perseguire una soluzione politica al conflitto in Libia e, in linea con ciò, ha invitato tutte le parti convolte a mostrare il proprio impegno e riprendere il negoziato nel formato 5+5, con uno spirito costruttivo, al fine di raggiungere un cessate il fuoco duraturo, sotto l’egida delle Nazioni Unite. 

Anche la Francia si è congratulata con l’Egitto per gli sforzi volti a trovare una soluzione in Libia. Nello specifico, il ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Yves Le Drian ha avuto, sabato 6 giugno, un vertice telefonico con il suo omologo egiziano, Sameh Shoukry. Durante il colloquio, il ministro francese ha dichiarato di aver accolto con favore l’Iniziativa del Cairo volta alla cessazione delle ostilità e alla ripresa del dialogo nel formato 5+5 del comitato militare. Da parte sua, ha dichiarato Le Drian, la Francia sostiene la ripresa del dialogo politico attraverso tale iniziativa, sotto l’egida delle Nazioni Unite e in linea con i criteri definiti a Berlino. 

La guerra civile in Libia è scoppiata il 15 febbraio 2011. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.    

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di Redazione

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