Libia: l’esercito di Tripoli sempre più vicino a Sirte

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 17:53 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), nel corso della giornata del 9 giugno hanno continuato ad avanzare verso Sirte, mentre Il Cairo sembra prepararsi per prevenire un’eventuale offensiva. Parallelamente, ci si interroga sul futuro del generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar.

In particolare, l’esercito del GNA ha riferito di essere giunto a pochi chilometri da Sirte, città della costa settentrionale che si affaccia sul Mediterraneo, e oramai liberarla è semplicemente “questione di tempo”. Secondo una fonte militare, le forze tripoline si sono posizionate ad Ovest, per evitare eventuali attacchi dell’LNA, al cui fianco continuerebbero a partecipare mercenari russi della Compagnia Wagner. Nel frattempo, 3 membri dell’esercito del GNA e altre 7 civili sono morti a seguito dei bombardamenti condotti contro Wadi Jarif, nel Sud-Ovest di Sirte, mentre diverse tribù delle aree meridionali libiche hanno annunciato il proprio sostegno alle forze tripoline.

La liberazione di Sirte dalle forze di Haftar è uno degli obiettivi principali dell’operazione “Sentieri della vittoria”, che mira a conquistare non solo la città costiera, ma anche la base aerea di Jufra ed altre città orientali e centrali. Recuperare Sirte potrebbe consentire all’esercito del GNA di spianare la strada verso oriente e prendere via via il controllo di giacimenti e strutture petrolifere.

“Sentieri della vittoria” si colloca a seguito di importanti risultati per il GNA, sebbene le forze di Haftar controllino ancora buona parte delle zone orientali e meridionali. Tra le conquiste più rilevanti vi è stata la città di Tarhuna, il 5 giugno, la regione di Tripoli, il 4 giugno, e la base aerea di al-Watiya, considerata un’importante roccaforte per Haftar nell’Ovest libico, conquistata il 18 maggio. Ancor prima, le forze tripoline avevano ripreso il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, nel quadro dell’operazione “Tempesta di pace” intrapresa il 25 marzo.

Di fronte a tale scenario, l’Egitto e, nello specifico, il suo presidente Abdel Fattah al-Sisi, si è fatto promotore della “Iniziativa Cairo”, volta a stabilire una tregua in Libia a partire dall’8 giugno, a riprendere i negoziati tra le parti belligeranti e ad espellere dal Paese le forze straniere. Diversi Paesi sia arabi sia europei hanno apprezzato la mossa del Cairo, ma la Turchia, sostenitrice del GNA, e le stesse forze tripoline sembrano aver ignorato una tale iniziativa. Allo stesso tempo, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ed il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, si sono detti disposti a creare le condizioni necessarie per risolvere il conflitto libico e a giungere ad un accordo diplomatico sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Nel frattempo, anche Il Cairo ha mobilitato le proprie forze verso il confine libico-egiziano, vista la determinazione del GNA e del suo alleato turco. Come evidenziato dal quotidiano Arab Weekly, è come se l’Egitto volesse promuovere la pace e contemporaneamente mostrarsi pronto alla guerra. Inoltre, secondo una fonte politica egiziana, l’obiettivo del blocco al confine è prevenire l’arrivo di “elementi terroristici” nei territori egiziani. A tal proposito, nei pressi del suo confine occidentale, l’Egitto controlla la base di Mohamed Naguib, costruita nel 2017 in vista di eventuali emergenze a cui far fronte, legate proprio alla Libia.

L’Egitto, insieme ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia e Francia, è tra i principali sostenitori dell’LNA e del suo generale Haftar, uomo forte del governo di Tobruk. Quest’ultimo si contrappone al GNA, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, l’unico esecutivo legittimo ad essere riconosciuto a livello internazionale. Il premier e capo del Consiglio presidenziale di Tripoli è Fayez al-Sarraj, il quale riceve il sostegno di Ankara, Roma e Doha.

Le ultime mosse sui fronti di battaglia hanno dato vita a nuovi interrogativi sul destino di Haftar e sulla sua possibile scomparsa dal panorama libico una volta messo fine al perdurante conflitto, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011. Il quotidiano al-Araby al-Jadeed ha affermato di aver consultato diverse fonti e che, tra queste, una egiziana ha rivelato che Haftar, in realtà, si è già recato al Cairo e che il suo destino è già stato stabilito. In particolare, il generale dell’LNA non avrà più un ruolo in futuro e “scomparirà dai titoli di giornale” e dalle notizie dei Paesi che l’hanno sostenuto.

Secondo quanto riferito dalla fonte, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia sarebbero concordi nell’allontanare Haftar dal palcoscenico libico e una tale ipotesi troverebbe altresì il sostegno di Russia e Stati Uniti. Non da ultimo, dopo aver completato il passaggio di consegne al suo successore, si prevede che il generale si recherà in Venezuela e la fine del suo mandato potrebbe essere giustificata da motivi di salute. Tuttavia, ad essere rimosso dal futuro libico vi sarebbe altresì Sarraj, in quanto l’obiettivo sarà scrivere una nuova pagina per il Paese.  

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.