Francia: le proteste per George Floyd e la riforma della polizia

Pubblicato il 9 giugno 2020 alle 11:13 in Francia USA e Canada

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In seguito all’ondata di proteste per la morte di George Floyd di cui la Francia è stata teatro, il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha annunciato la riforma delle forze dell’ordine francesi. 

Nello specifico, secondo quanto reso noto, lunedì 8 giugno, da France24, il ministro di Parigi ha svelato che le forze dell’ordine avranno il divieto di immobilizzare i sospetti criminali tramite la presa al collo, che fino a questo momento faceva parte delle tecniche insegnate alle autorità francesi durante l’addestramento nelle scuole di polizia e gendarmeria. Tale pratica, ha riconosciuto Castaner, comporta dei pericoli. 

In aggiunta, il ministro dell’Interno della Francia ha annunciato di voler introdurre misure di tolleranza zero di episodi di razzismo all’interno dei corpi delle forze dell’ordine. Il razzismo, ha sottolineato Castaner, non fa parte della società francese e deve ancor meno far parte della polizia. Ciò nonostante, il ministro ha riconosciuto l’esistenza di numerosi episodi in cui gli ufficiali “non hanno rispettato i propri doveri repubblicani”, portando avanti pratiche razziste e discriminatorie che non potranno soltanto essere condannate, ma dovranno essere tracciate e contrastate. 

L’annuncio della riforma delle forze dell’ordine, sottolinea il sito di informazione, è giunto in seguito a un incontro, avvenuto domenica 7 giugno, tra il presidente della Francia, Emmanuel Macron, il premier, Edouard Philippe, e Castaner. Il vertice era stato convocato dopo che circa 23.000 cittadini avevano protestato in tutto il Paese per chiedere giustizia per le vittime dei crimini commessi dagli ufficiali di polizia.  

Anche in precedenza, il 2 giugno, a Parigi, la polizia aveva lanciato gas lacrimogeno e proiettili di gomma contro i manifestanti che protestavano contro la morte di Adama Traoré, un ragazzo di 24 anni morto soffocato dalla gendarmeria francese in seguito al suo arresto, avvenuto nel luglio del 2016. Il caso di Traoré era tornato all’attenzione dei cittadini francesi date le somiglianze con quanto avvenuto a Minneapolis, dove un cittadino statunitense di colore, George Floyd, era morto soffocato da ufficiali della polizia locale. Le proteste di Parigi avevano visto la partecipazione di circa 20.000 cittadini. Da parte sua, mercoledì 3 giugno, un portavoce del governo di MacronSibeth Ndiaye, aveva rifiutato la connessione tra le due vicende, dichiarando di ritenere che il contesto della Francia non fosse comparabile a quello degli Stati Uniti. In aggiunta, Ndiaye aveva rivelato di non credere che la Francia sia un Paese razzista, né uno Stato che istituzionalizza la violenza. Quando si verificano simili incidenti, aveva specificato la portavoce, si avviano indagini sulla cattiva condotta da parte delle autorità che, se necessario, sono obbligate a sottostare a un regime sanzionatorio. Per quanto riguarda le proteste, la portavoce di Macron aveva specificato che queste erano state represse per motivi di salute, data la preoccupazione per l’emergenza da coronavirus, e non per ragioni politiche.   

Le proteste contro la morte di George Floyd sono iniziate negli Stati Uniti, in seguito alla diffusione del video degli ultimi istanti del cittadino. Nello specifico, Floyd, 46 anni, arrestato a Minneapolis il 25 maggio, era stato messo a terra da un ufficiale di polizia bianco che continuava a esercitare pressione sul collo con il proprio ginocchio nonostante Floyd non riuscisse a respirare. L’ufficiale di polizia, Derek Chauvin, è stato accusato di omicidio di terzo grado. Altri tre agenti di polizia sono stati licenziati. Lunedì primo giugno, un esame post mortem ufficiale aveva confermato che la morte di Floyd rappresenta un omicidio, dopo che una prima autopsia aveva smentito che la morte fosse avvenuta per asfissia.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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