Tensioni Russia-Repubblica Ceca: diplomatici russi lasciano Praga

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 11:00 in Repubblica Ceca Russia

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Due diplomatici russi hanno lasciato Praga, la sera di domenica 7 giugno, dopo essere stati dichiarati “persona non grata” dalle autorità della Repubblica Ceca. 

È quanto rivelato, lunedì 8 giugno, da Emerging Europe, il quale ha specificato che l’abbandono della città da parte dei due diplomatici è giunto dopo che venerdì 5 giugno le autorità di Praga avevano concesso ai due individui 48 ore per lasciare il Paese, dato che questi erano stati accusati di aver fornito all’intelligence ceca, la BIS, informazioni false su un attacco pianificato contro tre politici. Da parte sua, Mosca ha criticato la decisione della Repubblica Ceca, considerata un atto “inamichevole”, al quale seguirà “una risposta adeguata”. 

Secondo quanto ricostruito dalle autorità di Praga, tensioni interne tra i funzionari dell’Ambasciata di Praga avevano fatto sì che qualcuno fornisse le informazioni sui presunti attacchi alla BIS, sulla cui base le tre potenziali vittime erano state messe sotto scorta.  

Nello specifico, le relazioni tra Mosca e Praga si sono ulteriormente inasprite quando, lo scorso 26 aprile, fonti investigative ceche avevano diffuso la notizia in merito all’inserimento del sindaco di Praga, Zdenek Hrib, nel programma di protezione personale da parte della polizia, dopo che il primo cittadino di Praga aveva sporto denuncia, temendo di essere stato pedinato nei pressi della propria dimora. In aggiunta, le stesse fonti, sostenendo di essere state messe al corrente della situazione da un informatore anonimo dei servizi segreti cechi, avevano rivelato che era giunta a Praga una persona in possesso di documenti diplomatici russi tre settimane prima, con una valigia contenente una sostanza velenosa, con l’obiettivo di assassinare Hrib e un altro politico ceco, Ondrej Kolar, vertice del sesto municipio della capitale ceca, entrambi al centro delle tensioni con la Russia. Tale notizia era stata smentita dall’Ambasciata russa in Repubblica Ceca, la quale aveva accusato il settimanale locale di disseminare false notizie. Anche Dmitry Peskov, un portavoce del presidente della Russia, Vladimir Putin, aveva dichiarato di ritenere una fake news quanto pubblicato dai media investigativi cechi, aggiungendo di non essere al corrente di niente di quanto diffuso.      

Successivamente, il 29 aprile, anche la portavoce del Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, aveva nuovamente smentito le voci sul presunto tentativo di avvelenamento, aggiungendo che Mosca stava facendo il possibile per prevenire l’inasprimento dei rapporti con Praga. Tuttavia, Zakharova aveva aggiunto di ritenere “strana” la decisione del sindaco di Praga di cambiare l’intitolazione della piazza dove si trova l’Ambasciata della Russia presso la Repubblica Ceca. Nello specifico, Hrib aveva dichiarato di essere favorevole a rinominare tale piazza per intitolarla a Boris Nemtsov, un politico russo facente parte dell’opposizione al governo di Putin, assassinato il 27 febbraio 2015 nei pressi del Cremlino. In seguito alle dichiarazioni di Hrib, l’Ambasciata russa aveva commentato che avrebbe cambiato indirizzo della sede, ufficializzando l’ingresso che affaccia su una via adiacente.    

A tale riguardo, Zakharova aveva dichiarato di non capire il motivo per cui un altro Stato voglia esprimere il proprio supporto nei confronti dell’opposizione, cambiando l’indirizzo dell’Ambasciata della Russia. Se la Repubblica Ceca vuole ricordare una persona o un politico, ha aggiunto la portavoce del Ministero degli Esteri, “può farlo senza politicizzare la questione”.   

Nel frattempo, nonostante la smentita da parte di Mosca, il direttore del sesto municipio di Praga aveva ammesso di essere stato messo sotto scorta in virtù della presenza di un cittadino russo incaricato di ucciderlo. In aggiunta, Kolar aveva rivelato che anche il direttore di un altro municipio, Pavel Novotny, rientrava tra gli obiettivi da colpire.   

Da parte sua, il premier della Repubblica Ceca, Andrej Babis, aveva dichiarato, martedì 28 aprile, di non essere disposto a consentire alcuna interferenza nel proprio Paese. In aggiunta, Babis aveva specificato di ritenere impossibile, “sempre se vero”, che Stati terzi riescano a infliggere danni sui suoi cittadini. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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