Sud Sudan: ex prigioniero politico forma un nuovo gruppo ribelle

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 16:10 in Africa Sud Sudan

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In Sud Sudan, un ex prigioniero politico, Kerbino Agok Wol, ha formato un nuovo gruppo armato, il Movimento del 7 ottobre, con lobiettivo dichiarato di portare un cambiamento democratico” nel Paese. “Siamo il Movimento del 7 ottobre. Siamo la voce della cittadinanza collettiva e della sacra patria del Sud Sudan”, si legge nel manifesto del gruppo ribelle. Wol, che ha descritto i protagonisti della classe dirigente come “saccheggiatori”, ha affermato che la causa principale della crisi politica ed economica del Paese africano può essere riscontrata nel sistema di potere e nella presenza di una élite corrotta. Pertanto, l’intero sistema deve essere eliminato”, ha dichiarato il leader del gruppo.

Wol era stato imprigionato il 27 aprile 2018 senza accusa e incarcerato nella Blue House della capitale, Juba. Dopo una rivolta esplosa il 7 ottobre 2018, luomo era stato condannato a 10 anni per aver preso parte all’insurrezione organizzata dai detenuti della struttura. Il presidente Salva Kiir, tuttavia, gli ha concesso la grazia e il 3 gennaio 2020 Wol è stato rilasciato come parte degli sforzi governativi per cercare di creare un ambiente favorevole con lopposizione per l’attuazione della pace.

Il movimento popolare democratico (PDM), presieduto da Hakim Dario e inserito allinterno dellAlleanza delle Opposizioni sud sudanesi, ha accolto con favore il nuovo gruppo ribelle affermando che il Movimento del 7 ottobre rappresenta le aspettative e le speranze del Paese di liberarsi dalla leadership fallita del Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan (SPLM), sofferente e corrotta, responsabile di aver portato il Sud Sudan verso una guerra civile insensata”. Dario ha inoltre invitato il nuovo gruppo, che ha la sua sede al di fuori del Paese, a unirsi alla sua alleanza per sbarazzarsi della “tirannia dellSPLM e della sua infinita corruzione” e per lavorare insieme al fine di riparare il tessuto sociale del Paese in vista di una pacifica coesistenza reciproca.

Nato nel 1982, Wol si unì allEsercito di Liberazione del Popolo del Sudan (SPLA) all’età di dodici anni, diventando, dopo l’arrivo della sua famiglia in un campo rifugiati dellEtiopia, membro dell ‘”Armata Rossa”, ovvero un contingente di bambini soldato. Attraverso la sua Fondazione del Nilo, l’uomo d’affari, divenuto altresì filantropo, ha organizzato negli anni una serie di programmi di sensibilizzazione e responsabilizzazione per incoraggiare i giovani ad adottare uno spirito di riconciliazione al di là delle linee tribali e a favore della costruzione della pace.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli al presidente Salva Kiir, hanno avviato scontri con quelli di etnia nuer, guidati dal vice presidente Riek Machar, e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due leader erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan, in seguito alla rivalità per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Per evitare di essere assassinato, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica.

Kiir e Machar avevano firmato un cessate il fuoco il 5 agosto 2018, concludendo anche un accordo per la condivisione del potere. Tuttavia, il 28 agosto, Machar e i capi di altri gruppi si erano rifiutati di firmare l’ultima parte dell’accordo, asserendo che le dispute sulla divisione del potere e sull’adozione di una nuova Costituzione non erano state gestite in modo efficiente.

I due leader erano poi tornati a negoziare la pace nel settembre 2018 sottoscrivendo, grazie alla pressione di potenze regionali e internazionali, il noto accordo di pace. Secondo quanto previsto dal patto, Machar avrebbe ricoperto nuovamente il ruolo di vicepresidente. Alla fine, Kiir e Machar hanno raggiunto un accordo per formare un governo di unità il 22 febbraio 2020, pur continuando a rimanere in conflitto su questioni interne che riguardano ad esempio chi governerà i 10 stati regionali del Paese. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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