Spagna: polemiche sulle cifre della pandemia

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 9:25 in Europa Spagna

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L’evoluzione della pandemia di coronavirus in Spagna è nelle ultime settimane molto migliore di quella dei paesi circostanti, se si considerano le cifre fornite dai rispettivi governi. Il Paese iberico è passato da una media settimanale di oltre 850 decessi al giorno nel momento peggiore della crisi a meno di 10, a 57 in Francia, 78 in Italia e 295 nel Regno Unito. Sarebbero cifre molto incoraggianti per Madrid, se non fosse per il fatto che le continue correzioni delle cifre, le variazioni dei criteri nel conteggio dei casi e dei decessi e le discrepanza con i dati forniti dalle autorità sanitarie regionali hanno minato la credibilità dei dati forniti dal governo spagnolo.

Nella contabilità dei decessi, l’ultimo cambiamento di approccio è stato quello di dare solo i decessi accumulati settimanalmente. I dati su quanti sono stati notificati il giorno prima non vengono più forniti. La conseguenza è stata la comunicazione che in due giorni non ci sono stati morti, qualcosa di fuorviante perché le notifiche sulle morti di quei giorni sono state comunicate giorni dopo. A farne le spese il premier Sánchez, che parlando alle Cortes mecoledì 3 giugno ha sottolineato che quel giorno non si erano registrati morti per Covid-19, mentre il governo di Castiglia-La Mancha, guidato dal socialista Emiliano García-Page, registrava 5 morti, e in tutto il Paese se ne contavano almeno 34.

Resta da chiedersi se i dati settimanali siano affidabili. È molto più affidabile del rapporto giornaliero – spiegano gli esperti -, ma non è affidabile in assoluto. Dopotutto, le notifiche di decesso potrebbero non arrivare entro la settimana.

José Martínez Olmos, ex segretario di Stato per la salute e professore presso la Scuola andalusa di sanità pubblica, sottolinea la differenza. “Potremmo aggiungere qualche altro decesso, ma parliamo di dimensioni simile, non è molto diverso se ci sono stati 10 decessi al giorno o 15, la cosa più importante è che ci muoviamo in numeri molto bassi che chiariscono che l’epidemia è controllata” – spiega al quotidiano catalano El Periódico.

Il comitato scientifico del governo francese ha appena dichiarato sotto controllo l’epidemia con il doppio dei ricoveri ospedalieri e cinque volte più morti al giorno rispetto alla Spagna, ma ci sono altri dati comparativi che portano alla sfiducia. Come può essere che la Spagna registra circa otto volte meno decessi al giorno rispetto all’Italia quando l’Italia ha circa 200 meno pazienti ricoverati in ospedale? Olmos comprende che così tante modifiche ai criteri, qualcosa considerato normale in epidemiologia, e dati comparativi con gli altri paesi generano sfiducia. “Quando le cifre vengono trasmesse all’opinione pubblica, è necessario assicurarsi che possano essere comprese in modo ragionevole, altrimenti si può dare l’idea che i dati siano nascosti, cosa che non è vera” – spiega Olmos.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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