Malta autorizza lo sbarco di 400 migranti, pronti i ricollocamenti

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 20:32 in Europa Immigrazione Malta

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Malta ha permesso ai 400 migranti bloccati fuori dalle sue acque territoriali, a bordo di 4 imbarcazioni turistiche, di sbarcare sulla terraferma. “Stiamo lavorando per la loro ridistribuzione tra gli Stati membri. Tre Paesi hanno già mostrato disponibilità, ma chiediamo che anche altri Stati partecipino”, ha commentato la Commissione Europea, lunedì 8 giugno, sottolineando che l’Unione sta lavorando per creare un sistema più affidabile in materia, attraverso l’elaborazione del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo. Il nuovo pacchetto dovrebbe essere presentato entro fine giugno, ma ancora non è stata annunciata alcuna data per la sua presentazione.

I tre Paesi che si sono dimostrati disponibili ad accogliere una parte dei migranti sbarcati a Malta sono Portogallo, Francia e Lussemburgo. “Incoraggiamo anche gli altri Stati membri a mostrare il loro sostegno. Occorre più solidarietà e collaborazione tra gli Stati membri, come sempre sottolineiamo”, ha affermato un portavoce della Commissione, citato dall’agenzia di stampa Ansamed, ma rimasto anonimo.

Il nuovo Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo dovrebbe contenere, secondo le indicazioni di Italia, Cipro, Grecia, Malta e Spagna, che sono i Paesi più colpiti dai flussi migratori, l’introduzione di un sistema obbligatorio per il ricollocamento dei migranti arrivati sul territorio Ue e il superamento del principio della responsabilità del primo Paese d’ingresso per i richiedenti asilo. “La solidarietà e un’equa condivisione delle responsabilità devono essere alla base del nuovo Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”, si legge nel documento firmato dai cinque Paesi del Mediterraneo, venerdì 5 giugno.

La Germania, a partire dal primo luglio, prenderà la presidenza di turno dell’Unione e, tra le sue priorità, ci sono proprio il nuovo Patto sull’immigrazione e la riforma del sistema d’asilo di Dublino che, secondo i cinque Paesi Med, dovrà prevedere un meccanismo “prestabilito, obbligatorio e automatico” basato su una ridistribuzione ‘pro quota’ tra gli Stati membri. Questo per rimediare agli squilibri generati dal principio della responsabilità del Paese di primo ingresso, che era stato concepito, secondo quanto si legge nel documento, ” in un contesto diverso da quello attuale”.”In un sistema di ricollocamenti obbligatori, giudichiamo accettabile che il Paese d’arrivo debba farsi carico solo dei primi accertamenti necessari per verificare l’identità del richiedente asilo e dei necessari controlli di sicurezza e sanitari”, specifica il paper congiunto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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