Libia: il GNA determinato a proseguire sui “Sentieri della vittoria”

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 17:45 in Africa Libia

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Le forze del governo di Tripoli e quelle ad esso affiliate continuano ad avanzare verso Sirte, nel Nord della Libia, dove hanno inviato ulteriori rinforzi.

Secondo le ultime informazioni diffuse nella giornata di lunedì 8 giugno, l’esercito del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), è giunto a circa 20 km da Sirte, mentre è riuscito ad occupare al-Qaryat, Wadi Misrat, Mezdah, Nasmah e le zone circostanti precedentemente occupate dall’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar.

Da parte sua, quest’ultimo ha riferito di aver colpito un convoglio di forze filo turche nei pressi di Abu Qurayn, a circa 138 km a Ovest di Sirte, e di aver abbattuto un drone turco nei pressi di Wadi al-Jarf, prima che questo colpisse le postazioni dell’LNA. Inoltre, le forze di Haftar hanno anch’esse inviato rinforzi militari verso gli assi ad Ovest di Sirte, e, in collaborazione con gli aerei degli Emirati Arabi Uniti, hanno lanciato raid contro le aree da Misurata Est a Sirte. Secondo quanto riferito da un corrispondente di al-Jazeera, l’8 giugno, un bombardamento perpetrato nel Sud-Ovest di Sirte ha causato la morte di 10 combattenti del GNA.

Tali ultimi movimenti sul campo giungono dopo che l’Egitto e, nello specifico, il suo presidente Abdel Fattah al-Sisi, si è fatto promotore della “Iniziativa Cairo”, volta a stabilire una tregua in Libia a partire dall’8 giugno, a riprendere i negoziati tra le parti belligeranti e ad espellere dal Paese le forze straniere. Tuttavia, la Turchia, sostenitrice del GNA, e le stesse forze tripoline sembrano aver ignorato una tale iniziativa, mostrando la propria determinazione a proseguire con l’operazione “I sentieri della vittoria”, il cui obiettivo è liberare la città di Sirte e la base aerea di Jufra, oltre alle altre città orientali e centrali al momento controllate da Haftar.

Secondo un portavoce dell’operazione Vulcano di Rabbia, affiliata al governo di Tripoli, l’offensiva potrebbe essere “imminente”, visto l’arrivo dei rinforzi necessari. Dal 6 giugno, l’esercito del GNA ha conquistato la città di Bani Walid, a circa 150 km a Sud-Est di Tripoli, e ha recuperato alcune aree poste a 110 km a Ovest di Sirte. Due residenti di Sirte hanno poi riferito che, nella giornata di lunedì 8 giugno, diversi bombardamenti perpetrati dalle forze tripoline hanno causato la morte di 8 civili ed il ferimento di almeno altri 6 presso Thalatheen, città situata a 30 km a Ovest di Sirte.

In tale quadro, nel corso di una conversazione telefonica con il comandante della sala operativa di Sirte, il premier del GNA, Fayez al-Sarraj, si è detto determinato ad espellere “bande criminali e mercenari” dal Paese, confermando, seppur indirettamente, il suo rifiuto alla tregua proposta dal Cairo. Dal canto suo, proprio quest’ultimo ha continuato ad inviare rinforzi al confine tra Egitto e Libia, nel caso di una nuova escalation.

La città costiera mediterranea di Sirte rappresenta una delle principali porte d’accesso ai giacimenti petroliferi dell’Est libico, un’area posta sotto il controllo delle forze di Haftar. Pertanto, recuperare Sirte potrebbe consentire all’esercito del GNA di spianare la strada verso oriente e prendere via via il controllo di giacimenti e strutture petrolifere, le cui attività sono state interrotte dalle forze locali fedeli ad Haftar, il 18 gennaio scorso.

Le ultime mosse sul campo sono da collocarsi in un quadro più ampio di tensioni, caratterizzato dalle ultime rilevanti conquiste del GNA, a tal punto da far pensare ad una progressiva sconfitta del generale Haftar, sebbene le sue forze controllino ancora buona parte delle zone orientali e meridionali. Tra queste, la città di Tarhuna, il 5 giugno, la regione di Tripoli, il 4 giugno, e la base aerea di al-Watiya, considerata un’importante roccaforte per Haftar nell’Ovest libico, conquistata il 18 maggio. Ancor prima, le forze tripoline avevano ripreso il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, nel quadro dell’operazione “Tempesta di pace” intrapresa il 25 marzo.

Nonostante i precedenti tentativi di ciò che è stato definito “colpo di Stato” da parte del generale Haftar, il governo di al-Sarraj, istituito con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, rappresenta l’unico esecutivo legittimo riconosciuto a livello internazionale. Questo è nato a seguito dello scoppio delle tensioni in Libia, che risale al 15 febbraio 2011. Al-Sarraj riceve il sostegno di Ankara, Roma e Doha. Sul fronte opposto, Haftar, il cosiddetto uomo forte di Tobruk, guida l’LNA nella conquista di Tripoli e degli altri territori libici. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia rappresentano i suoi sostenitori, sebbene anche la Giordania sia considerata tra i principali esportatori di armi per l’LNA.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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