Kenya, coronavirus: polizia accusata di 15 omicidi dall’inizio del coprifuoco

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 13:08 in Africa Kenya

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In Kenya, la polizia è stata accusata di essere coinvolta nell’uccisione di 15 persone dall’inizio del coprifuoco notturno, imposto per contrastare la diffusione del coronavirus, a marzo. La denuncia è stata presentata dall’Independent Policing Oversight Body (IPOA), che ha dichiarato in una nota, visionata dall’agenzia di stampa Agence France Presse, di aver ricevuto 87 reclami contro la polizia da quando il coprifuoco e le misure di sicurezza sono state intensificate, il 27 marzo. Le denunce includono uccisioni, sparatorie, molestie, aggressioni, rapine, trattamenti inumani e aggressioni sessuali.

“Dopo una serie di indagini preliminari, 15 morti e 31 incidenti, in cui le vittime hanno subito gravi lesioni, sono risultati direttamente collegati alle azioni degli agenti di polizia durante l’esecuzione del coprifuoco”, ha riferito l’organismo di sorveglianza. La dichiarazione dell’IPOA è stata rilasciata venerdì 5 giugno, nei giorni delle proteste americane contro la brutalità e il razzismo perpetrato dalla polizia, scatenate dall’uccisione di un afroamericano, George Floyd, per mano di agenti della città di Minneapolis. Gli attivisti sui social media hanno tracciato parallelismi con le violenze commesse dalla polizia in Kenya, che spesso rimangono impunite. Le forze di polizia keniote sono spesso accusate dai gruppi per la difesa dei diritti civili di usare una forza eccessiva e di compiere omicidi illegali, specialmente nei quartieri poveri.

Ad aprile, l’ONG Human Right Watch (HRW) ha accusato la polizia di imporre il coprifuoco in modo “caotico e violento”, a volte frustando, prendendo a calci e aggredendo le persone per costringerle a lasciare le strade. L’organizzazione riportava il caso del tredicenne Yassin Hussein Moyo, morto nella capitale, Nairobi, il 31 marzo, dopo essere stato colpito da un proiettile mentre si trovava sul balcone di casa e assisteva ai comportamenti della polizia, nella strada sottostante, che costringeva le persone a entrare nelle loro abitazioni. Tra gli altri, anche un venditore di pomodori è rimasto ucciso nella città occidentale di Kakamega dopo essere stato colpito da una bomboletta di gas lacrimogeni. “È scioccante che le persone stiano perdendo la vita e i mezzi di sussistenza mentre vengono, presumibilmente, protette dal coronavirus”, aveva dichiarato ad aprile, Otsieno Namwaya, ricercatore senior in Africa di Human Rights Watch.

In un rapporto di febbraio che descriveva in dettaglio l’uccisione di almeno 8 persone nei quartieri a basso reddito di Nairobi, HRW aveva affermato che la polizia continuava a “uccidere sospetti criminali e manifestanti a sangue freddo nonostante le insistenti chiamate a porre fine agli omicidi e all’uso eccessivo della forza”. A inizio di aprile, il presidente Uhuru Kenyatta si era scusato per le violenze commesse a seguito dell’applicazione del coprifuoco. “Voglio scusarmi con tutti i kenioti per alcuni eccessi che sono stati compiuti”, aveva detto alla nazione, aggiungendo: “Tuttavia, voglio assicurarvi che se lavoriamo insieme, se comprendiamo che questo problema ha bisogno di tutti noi per essere adeguatamente affrontato e se ci muoviamo nella stessa direzione, lo supereremo”.

Il ministro degli Interni, Fred Matiangi, ha criticato, venerdì 5 giugno, gli eccessi della polizia, ma ha altresì specificato che bisogna fare attenzione nel “dipingere l’intero servizio con lo stesso pennello”, ha riportato il suo ufficio in una nota. “Abbiamo delle sfide da affrontare all’interno delle nostre forze dell’ordine e tutti dobbiamo sollevarci e iniziare a gestire questi problemi collettivamente invece di creare uno stigma attorno alla polizia”, ha dichiarato Matiangi. Nel frattempo, secondo il Ministero, il procuratore capo del Paese, Noordin Haji, ha formato un’unità specializzata per gestire rapidamente i casi di violenza della polizia e sta lavorando attualmente su 171 incidenti, 81 dei quali sono in tribunale.

Giovedì 4 giugno, l’IPOA ha annunciato che 6 agenti di polizia sarebbero stati arrestati e perseguiti, uno per l’omicidio di Moyo, un altro per aver sparato a un insegnante di scuola secondaria mentre rispondeva a un furto in un mercato nella zona occidentale di Siaya e altri 4 per aver aggredito gravemente un uomo durante un arresto.

Ad oggi, il Kenya ha confermato 2.474 casi di coronavirus e 79 decessi correlati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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