Italia: espulso sospetto terrorista della Tunisia

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 9:15 in Italia Tunisia

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Il ministro dell’Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, ha annunciato l’espulsione di un cittadino tunisino considerato pericoloso per la sicurezza nazionale e connesso al responsabile dell’attentato di cui nel 2016 era stato teatro il mercatino di Natale di Berlino. 

È quanto rivelato, lunedì 8 giugno, da Al Arabiya English, il quale ha altresì specificato che l’annuncio era giunto il sabato precedente, il 6 giugno. Nello specifico, secondo quanto reso noto, l’uomo, Montassar Yaakoubiè ritenuto essere vicino al tunisino Anis Amri, il quale aveva vissuto da Yaakoubi prima di trasferirsi in Germania. 

L’espulsione del cittadino tunisino, aggiunge il quotidiano, è stata la prima dalla riapertura dei confini dell’Italia, avvenuta lo scorso 3 giugno, dato che durante il lockdown imposto alla luce del coronavirus tali operazioni di rimpatrio erano sospese. 

Nel dare l’annuncio, il Ministero dell’Interno ha altresì rivelato i dati aggiornati dei rimpatri eseguiti a partire dal primo gennaio 2015, i quali ammontano a 482. Solo nel 2019, i rimpatri erano stati 98, nell’anno precedente, invece, erano stati 126. Per quanto riguarda l’anno corrente, l’Italia ha finora espulso 21 soggetti considerati pericolosi per la sicurezza dello Stato.  

Durante il lockdown, lo scorso 24 aprile, le autorità italiane avevano emesso un decreto di espulsione per un altro soggetto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato, un cittadino egiziano di 43 anni domiciliato a Marina di Gioiosa Jonica. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo aveva avviato un percorso di radicalizzazione a partire dal 2015. Inoltre, anch’egli aveva avuto contatti con il cittadino tunisino Anis Amri, che effettuò l’attentato contro il mercatino di Natale di Berlino del 19 dicembre 2016. I due uomini si erano conosciuti nel corso della permanenza presso lo stesso centro di accoglienza. Il cittadino egiziano è stato quindi portato nel centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, a Potenza, in attesa dello sblocco delle operazioni di espulsione. Per i prossimi 10 anni, non gli sarà permesso il rientro non solo sul territorio nazionale ma in tutta l’area Schengen. 

Secondo quanto reso noto dal direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) della Presidenza del Consiglio, Gennaro Vecchione, in occasione della presentazione, avvenuta lo scorso 2 marzo, della relazione annuale sulle attività in materia di sicurezza nazionale e sulle principali criticità dello scenario globale, l’Europa continua ad essere teatro di attività di lupi solitari che ricorrono a “mezzi facilmente reperibili e pianificazioni poco sofisticate”.  

In particolare, per quel che riguarda l’Italia, Vecchione aveva rivelato che l’azione del comparto intelligence è stata nel 2019 focalizzata e finalizzata a prevenire e contrastare la minaccia proveniente dai processi di radicalizzazione. Nello specifico, ciò aveva comportato l’individuazione sia di soggetti già radicalizzati, i quali sono stati valutati in termini di pericolosità ed eventualmente rientrati in strategie di disinganno, sia di processi di radicalizzazione finalizzati all’azione violenta.  

In aggiunta, lo scorso 10 aprile, la Polizia di Stato aveva presentato i dati relativi alla propria attività, svolta nei diversi ambiti di sua competenza. In particolare, per quanto riguarda il terrorismo internazionale, la Polizia aveva rivelato che nel 2019 sono stati 10 gli arresti per terrorismo di matrice religiosa, mentre le espulsioni di persone ritenute una minaccia alla sicurezza nazionale sono state 98. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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