Israele rivendica gli ultimi attacchi in Siria

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 16:07 in Israele Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In una mossa definita “insolita”, Israele ha ammesso la propria responsabilità per gli ultimi raid aerei condotti contro postazioni iraniane in Siria.

In particolare, la dichiarazione è giunta il 7 giugno da parte del comandante delle forze aeree israeliane, Amiram Norkin, il quale, nel corso di una videoconferenza, ha affermato che Israele è responsabile della recente escalation perpetrata a danno di Siria e Libano. In particolare, Norkin ha affermato che le forze aeree hanno ampliato il proprio raggio d’azione rispetto al periodo precedente allo scoppio della pandemia di coronavirus, con l’obiettivo di colpire Teheran e limitare le sue capacità strategiche.

Uno degli ultimi episodi rivendicati risale alla sera del 6 giugno, quando droni precedentemente “non identificati” hanno colpito postazioni iraniane in Siria, causando la morte di 12 combattenti filoiraniani di nazionalità irachena ed afghana, oltre alla distruzione di veicoli e depositi di armi. L’attentato si è verificato, nello specifico, poco dopo la mezzanotte tra il 6 ed il 7 giugno, presso la base di M’eizileh, presso Deir Ezzor, nell’Est della Siria. Ancora prima, il 4 giugno, i media siriani hanno riferito che raid, presumibilmente condotti da Israele, hanno colpito obiettivi delle fazioni filo-regime situati nei pressi di Hama, nel centro del Paese.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Stando a quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), il 3 giugno scorso erano stati visti arrivare 30 veicoli con equipaggiamento militare e combattenti presso una base controllata da gruppi filoiraniani, nominata Fatimiyoun, e situata nella città di al-Mayadeen, nella periferia Est di Deir Ezzor. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.