Continuano le proteste negli USA, le critiche della Francia

Pubblicato il 8 giugno 2020 alle 16:28 in Francia USA e Canada

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato che la violenza contro manifestanti pacifici e i giornalisti è inaccettabile, sia negli Stati Uniti sia altrove.  

Al ministro sono state poste una serie di domande riguardanti le proteste e i disordini che hanno sconvolto numerose città degli Stati Uniti, a seguito della morte del cittadino afroamericano, George Floyd, che si trovava in custodia della polizia a Minneapolis, il 25 maggio. Le Drian ha affermato che è necessario lasciare che le persone manifestino liberamente. “Qualsiasi atto di violenza commesso contro manifestanti pacifici o giornalisti è inaccettabile, negli Stati Uniti o altrove”, ha dichiarato alla stampa, l’8 giugno.

Lo stesso giorno, è arrivata la notizia che le truppe della Guardia Nazionale saranno ritirate dalle città della California, dove erano state schierate per una settimana. L’annuncio è arrivato a seguito di nuovo manifestazioni pacifiche in tutto lo Stato, tra cui una a cavallo e un’altra su ruote. Intanto, i manifestanti continuano a chiedere riforme della polizia. “Dopo quasi una settimana che hanno assistito le autorità civili nelle strade della California, i soldati della Guardia Nazionale inizieranno a tornare alle loro caserme”, hanno riferito le autorità dello Stato in questione, in un comunicato. Non sono state rese note le tempistiche per il ritiro.

In questo contesto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato il ritiro dell’esercito anche da Washington DC. Intanto, il consiglio comunale di Minneapolis ha dichiarato di voler sciogliere il Dipartimento di Polizia della città, noto per un atteggiamento molto aggressivo nei confronti della popolazione di colore. Il timore che la polizia di Minneapolis possa avere un problema di controllo dei propri agenti ha portato alcuni funzionari statali ad agire. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, un democratico, ha dichiarato che il Dipartimento di Stato per i Diritti Umani ha avviato un’indagine sul fatto che il Dipartimento di Polizia di Minneapolis “abbia portato avanti pratiche discriminatorie sistemiche nei confronti delle persone di colore” negli ultimi 10 anni. Un possibile risultato potrebbe essere un decreto del tribunale che richiede grandi cambiamenti nel funzionamento del sistema. Annunciando l’inchiesta, il governatore Walz si è impegnato a “utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per decostruire generazioni di razzismo sistemico nello Stato”.

Una delle questioni più gravi è la sistematicità di questo problema. Come ha sottolineato un ex ufficiale della polizia, gli agenti presenti sulla scena di violenza contro George Floyd non sono intervenuti e, nonostante fossero filmati, non sembravano minimamente allarmati. “Nella mia esperienza, applicare una pressione al collo di qualcuno in quel modo è sempre inteso come l’applicazione di una forza mortale”, ha affermato l’ex ufficiale. “Qualunque cosa stesse facendo quell’agente non è stata condonata dai suoi colleghi”, ha dichiarato Stinson. “Non sembravano affatto sorpresi. Sembrava che tutto fosse come al solito”, ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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