La Francia ha ucciso il leader di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico

Pubblicato il 6 giugno 2020 alle 9:11 in Francia Mali

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Il ministro delle Forze armate francesi, Florence Parly, ha comunicato via Twitter che, dopo averlo ricercato per sette anni, l’esercito francese ha ucciso il leader di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Abdelmalek Droukdal, durante un’operazione in Mali, il 5 giugno.

L’operazione si è svolta nella zona settentrionale del Paese africano due giorni prima dell’annuncio di Parly, con la collaborazione dei partner presenti nell’area e, oltre a quella di Droukdal, ha portato all’uccisione di molti dei suoi più stretti collaboratori.  Il leader di AQIM era uno dei militanti di maggior esperienza nell’area, dove aveva guidato il gruppo dal 2004. Droukdal aveva partecipato alla presa del Mali settentrionale da parte di Al-Qaeda nel 2013 e si pensava si stesse rifugiando nelle montagne a Nord dell’Algeria, Paese in cui era nato. L’uomo si occupava di vari aspetti all’interno dell’organizzazione terroristica, inclusi il suo finanziamento, la sua gestione e la pianificazione e l’esecuzione di attentati. Secondo quanto riferito alla CNN, dal proprio portavoce, il colonnello Chris Karns, anche il Commando africano degli Stati Uniti (AFRICOM) ha contribuito al successo dell’operazione a guida francese, fornendo importanti informazioni che hanno consentito la localizzazione dell’obiettivo. Karns ha definito l’operazione un grande esempio di cooperazione e partenariato per combattere una minaccia comune. Secondo gli USA, Droukdal era intento a cercare di espandere il territorio del gruppo islamico nelle regioni non controllate del Mali. Tuttavia, AQIM non ha ancora confermato la notizia della sua morte.   

 Nel tweet di venerdì 5 giugno, Parly ha poi specificato che, lo scorso 19 maggio, le forze armate francesi nella regione avevano già catturato un combattente definito un veterano nell’area e un membro dell’ISIS del Grande Sahara (ISIS-GS), Mohamed el Mrabat. L’esercito francese è presente in Mali e nella regione del Sahel con circa 5.100 uomini nell’ambito dell’Operazione Barkhane, avviata nel 2014 in Mali, e ha istituito un comando congiunto con gli Stati del gruppo G5 Sahel, ossia Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Chad, per combattere i militanti legati allo Stato Islamico e ad Al-Qaeda nella zona di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger. Dopo l’uccisione di Droukdal, il ministro delle Forze armate francese ha affermato che le forze di Parigi e i loro partner continueranno a combattere senza sosta i militanti. 

Tuttavia, nel tempo, la Francia ha ricevuto più critiche per non essere riuscita a ripristinare la stabilità nella regione con la propria presenza militare. Al contrario, localmente, il sentimento anti-francese è spesso aumentato con il contemporaneo rafforzarsi delle milizie islamiste, rendendo ampie porzioni di territorio ingovernabili e causando l’esplosione di violenze etniche. In un video pubblicato lo scorso marzo, lo stesso Droukdal aveva rivolto un appello ai governi del Sahel affinché ponessero fine alla presenza militare di Parigi nella regione e aveva definito le truppe francesi “eserciti d’occupazione”. Il Mali era stato una colonia francese fino al 1960, quando aveva ottenuto l’indipendenza da Parigi.

Fino al 2013, quando le truppe francesi sono intervenute in Mali, AQIM è stato il gruppo jihadista predominante nell’intera regione, dove ha condotto gravi attacchi dopodiché si è suddivisa in più milizie, alcune delle quali si sono riversate nel gruppo dello Stato Islamico, impegnato, allora, nella presa di territori in Iraq, Siria e Libia. L’organizzazione terroristica Nord-africana è rimasta attiva nella regione del Sahel, caratterizzata dalla presenza di strutture governative deboli. In Mali, in particolare, l’organizzazione ha incentrato le proprie attività verso Nord, indirizzandole specialmente in Libia e Tunisia. Con il declino dello Stato Islamico, AQIM ha attratto un crescente numero di veterani dell’ISIS tra le proprie fila.

Nel 2012, il Mali ha dovuto affrontare una rivolta armata scoppiata nel Nord e durante la quale i ribelli islamisti e i Tuareg avevano occupato vari territori. Nel 2013, sono intervenute le forze francesi e hanno respinto i ribelli, sia islamisti sia Tuareg, dalle aree che avevano preso. Da allora, nel Paese, si verificano periodicamente attacchi e scontri, con la conseguente morte di militari e civili. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del Nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel Sud del Paese. Il conflitto si è poi diffuso verso il Burkina Faso e il Niger.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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