Versamento di gasolio nell’Artico: Putin proclama stato di emergenza

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 9:24 in Russia

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Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che 20.000 tonnellate di gasolio si sono riversate nel fiume Ambarnaja, all’interno del circolo polare artico.

La fuoriuscita è avvenuta quando un serbatoio di carburante in una centrale elettrica vicino alla città siberiana di Norilsk è crollato per un cedimento lo scorso venerdì 29 maggio, il gasolio si è riversato nel terreno e da lì nel fiume, che sfocia nel Mar Glaciale Artico.

L’impianto è di proprietà di una filiale della Norilsk Nickel, leader mondiale nella produzione di nichel e palladio.

Il Comitato Investigativo della Federazione russa (SK) ha avviato un procedimento penale per l’inquinamento e la presunta negligenza, in quanto si dice che ci sia stato un ritardo di due giorni nell’informare le autorità di Mosca sulla fuoriuscita. Il tribunale di Norilsk ha arrestato Vjačeslav Starostin, capo di un reparto della centrale termoelettrica locale, nel corso dell’inchiesta sulla fuoriuscita di carburante. L’uomo in stato di fermo dal 3 giugno, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Duma ha chiesto la rimozione di Vladimir Potanin, presidente della Norilsk Nichel, dal incarico.

Si ritiene che il cedimento del terreno sotto i serbatoi di carburante abbia causato la fuoriuscita. Il permafrost artico si è sciolto in un clima eccezionalmente caldo per questo periodo dell’anno.

Il presidente Putin ha espresso rabbia dopo aver scoperto che il governo locale e quello federale sono stati informati dell’incidente solo domenica 31 maggio. Il ministro russo per le emergenze Evgenij Ziničev ha riferito a Putin che lo stabilimento di Norilsk ha trascorso due giorni a cercare di contenere la fuoriuscita, prima di allertare il suo ministero.

Il gasolio fuoriuscito si è spostato di circa 12 km  dal luogo dell’incidente, colorando lunghi tratti del fiume Ambarnaja in rosso cremisi. Mercoledì 3 giugno, durante una videoconferenza televisiva, Putin ha duramente criticato il capo dell’azienda per la reazione all’incidente e per non aver informato le autorità. “Perché le agenzie governative lo hanno scoperto solo due giorni dopo il fatto?” ha chiesto in diretta al direttore della filiale, Sergej Lipin. “Dobbiamo venire a sapere delle situazioni di emergenza dai social media?” – ha insistito Putin visibilmente irritato.

Il governatore della regione, Aleksandr Uss, aveva comunicato in precedenza al presidente Putin di essersi reso conto della fuoriuscita di gasolio domenica 31 maggio dopo che “le informazioni allarmanti sono apparse sui social media”. In una dichiarazione, Norilsk Nickel ha affermato che l’incidente è stato segnalato in modo “tempestivo e corretto”.

Lo sversamento ha contaminato un’area di 350 km quadrati. Lo stato di emergenza implica che forze supplementari si stanno recando nell’area per aiutare con l’operazione di pulizia. Si ritiene che l’incidente sia il secondo più grande della storia russa moderna in termini di volume, ha affermato un esperto del World Wildlife Fund-Russia, Aleksej Knižnikov.

Oleg Mitvol, ex vicecapo dell’agenzia statale russa di controllo ambientale Rosprirodnadzor, ha affermato che “non si è mai verificato un incidente simile nella zona artica” e ha aggiunto che la pulizia potrebbe costare 100 miliardi di rubli (1,3 miliardi di euro) e richiedere tra i 5 e i 10 anni.

Non è la prima volta che la Norilsk Nickel è coinvolta in fuoriuscite di carburante. Già nel 2016 aveva ammesso che un incidente in uno dei suoi impianti era responsabile della colorazione in rosso di un fiume nelle vicinanze.

Il ministro delle risorse naturali Dmitrij Kobylkin ha messo in guardia dal tentativo di bruciare una così grande quantità di olio combustibile e ha proposto di provare a diluire l’olio con i reagenti. Solo il ministero delle emergenze con il supporto militare potrebbe affrontare l’inquinamento, ha chiarito. Non è possibile contenere lo sversamento con chiatte-barriera perché il fiume Ambarnaja è troppo poco profondo, tuttavia ne sono state installate nove alla confluenza con il fiume Pjasino. Kobylkin ha suggerito di pompare l’olio nella tundra adiacente, anche se il presidente Putin ha commentato che il terreno “è probabilmente già saturo”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione