Sud Sudan: nessuna autorizzazione per la costruzione di una base militare egiziana

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 17:31 in Etiopia Sud Sudan

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Il Sud Sudan ha negato di aver acconsentito alla richiesta del Cairo di costruire una base militare egiziana nel Paese, al confine con l’Etiopia. È quanto si apprende da una dichiarazione del governo di Juba, giovedì 4 giugno. “Non esiste nulla del genere”, ha affermato il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, specificando che “non è stato raggiunto alcun accordo volto ad assegnare un terreno allEgitto per la costruzione di una sua base militare nel territorio della Repubblica del Sud Sudan”. 

Il governo ha dunque sottolineato che il Sud Sudan nega le varie affermazioni “diffuse sui social media. In particolare, secondo le indiscrezioni circolate da inizio settimana, le autorità egiziane avrebbero chiesto a Juba di costruire una base militare a Pagak, una città nello stato regionale del Nilo meridionale, vicino al confine con l’Etiopia. Il Sud Sudan, tuttavia, ha fermamente respinto tutte le dichiarazioni in merito.

Le relazioni tra Etiopia ed Egitto continuano ad essere tese per via di una controversia sulla costruzione della Grande diga africana, il futuro progetto idroelettrico più grande dellintero continente. Addis Abeba ha progettato di realizzare la Grand Ethiopian Renaissance Dam, meglio conosciuta con lacronimo GERD, sulle acque del Nilo azzurro, un affluente del fiume Nilo. L’Egitto ha sempre mostrato grande preoccupazione in merito alla diga, che, a suo avviso, potrebbe rischiare di intaccare il fabbisogno idrico del Paese, dipendente al 90% dalle acque del fiume Nilo. L’Etiopia, invece, sostiene che il progetto idroelettrico sia essenziale per sostenere la sua economia, in rapida crescita, e, potenzialmente, potrebbe essere in grado di favorire lo sviluppo di tutta la regione. 

La costruzione della diga dovrebbe generare più di 6.000 megawatt di elettricità. A gennaio, il Ministero dell’Acqua e dell’Energia etiope aveva garantito che, nonostante gli ultimi ritardi e le trattative in sospeso, la diga avrebbe cominciato la sua produzione a fine 2020 e sarebbe diventata pienamente operativa nel 2022. Attualmente, la GERD, dal costo di circa 4,6 miliardi di dollari, è al 70% del suo completamento. Si pensa che la diga, una volta terminata, renderà l’Etiopia uno dei principali produttori di energia della regione dell’Africa orientale.

Per sottolineare i legami reciproci con i suoi vicini dellAfrica orientale, il Ministero degli Esteri sud sudanese ci ha tenuto a specificare, giovedì 4 giugno, che sia lEgitto che lEtiopia hanno attivamente collaborato con il governo di Juba nell’attuazione dellaccordo di pace per la risoluzione del conflitto nella Repubblica del Sud Sudan, firmato il 22 febbraio. Attualmente, dopo circa 6 anni di scontri civili, a Juba vige un governo di transizione di unità nazionale formato da esponenti fedeli al presidente Salva Kiir e da quelli fedeli al vicepresidente Riek Machar.  

L’Etiopia ha anche contribuito a mantenere la pace e la sicurezza nell’area di Abyei attraverso la Forza di sicurezza ad interim delle Nazioni Unite conosciuta con lacronimo di UNISFA, secondo quanto precisato dalla dichiarazione del Ministero. L’UNISFA è una forza di pace delle Nazioni Unite che si occupa di monitorare l’area ricca di risorse di Abyei, rivendicata sia dal Sudan che dal Sud Sudan. L’esercito etiope è il maggiore collaboratore a livello di membri del personale. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato lo spiegamento della forza di mantenimento della pace nella regione contesa nel giugno 2011.

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Chiara Gentili

di Redazione

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