Siria: raid israeliani contro alleati di Assad, almeno 9 le vittime

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 9:03 in Israele Siria

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I media siriani hanno riferito che, nella tarda serata del 4 giugno, raid, presumibilmente condotti da Israele, hanno colpito obiettivi delle fazioni filo-regime, situati nei pressi di Hama, nel centro del Paese.

In particolare, come specificato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), l’attacco ha interessato l’area di al-Zawi, nella periferia di Masyaf, località situata nell’Ovest di Hama. Secondo quanto riferito da fonti locali, l’attacco ha provocato la distruzione di depositi di armi e munizioni e la morte di almeno 9 combattenti affiliati al regime del presidente siriano, Bashar al-Assad, tra cui 4 locali. Tuttavia, non è ancora chiaro se le vittime fossero iraniane o soldati siriani e si prevede che il bilancio sia destinato a salire, viste le gravi condizioni in cui versano i feriti.

Inoltre, è stato specificato, i missili provenivano dallo spazio aereo libanese. Il direttore del SOHR, Rami Abdel Rahman, ha poi aggiunto che l’area colpita è posta sotto il controllo dell’esercito siriano, ma vede altresì la presenza iraniana. Tra gli obiettivi colpiti vi è stato un centro per la fabbricazione di missili superficie-superficie a corto raggio. Infine, a detta dell’agenzia di stampa siriana SANA, le forze di difesa aerea sono state in grado di rispondere all’attacco. Come riferito dal SOHR, non è la prima volta che Masyaf viene colpita. Uno degli ultimi episodi risale alla metà del mese di aprile 2019, quando furono almeno 14 i combattenti iraniani, siriani e filo-iraniani uccisi a seguito di un attacco perpetrato contro una scuola e un centro di produzione di missili a medio raggio nella periferia della suddetta città.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

In tale quadro, il 5 maggio, fonti di sicurezza israeliane avevano riferito che Teheran aveva iniziato ad evacuare alcune sue basi nei territori siriani, dopo che, nella notte tra il 4 ed il 5 maggio, 14 membri delle milizie filo-iraniane hanno perso la vita a seguito di un raid perpetrato nella provincia orientale di Deir ez-Zor. In questo caso, Israele ha negato la propria responsabilità. Tuttavia, come precisato dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, erano stati almeno 5 gli attacchi perpetrati da aerei israeliani nei territori siriani, a danno dei gruppi filoiraniani, nelle settimane precedenti, perpetrati perlopiù contro Al-Quriyah, Al-Salihyah e Al-Mayadin, nell’Est di Deir ez- Zor.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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