Senegal, coronavirus: governo pronto ad allentare le restrizioni dopo le proteste

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 16:29 in Africa Senegal

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Il governo senegalese ha affermato che allenterà leggermente il coprifuoco e revocherà il divieto di movimenti interregionali per venire incontro alle richieste dei manifestanti, che protestano da giorni contro le restrizioni imposte per contenere il coronavirus. Nella capitale, Dakar, centinaia di cittadini hanno dato fuoco ai veicoli e lanciato pietre contro le forze di sicurezza, mercoledì 3 giugno. Scene simili erano state viste il giorno prima nella città di Touba, circa 200 km più a Est. La polizia è intervenuta e ha cercato di sedare i disordiniusando per lo più gas lacrimogeni.

Il ministro dellInterno, Aly Ngouille Ndiaye, ha riferito durante una conferenza stampa, giovedì 4 giugno, che il coprifuoco notturno sarà ridotto di due ore, dalle 23 fino alle 5 di mattina, e che le restrizioni sui viaggi tra le regioni del Senegal verranno revocate. Anche le riunioni in luoghi pubblici o privati, i ristoranti, le palestre, i casinò trarranno beneficio da queste misure meno stringenti”, ha affermato Ndiaye.

Le restrizioni hanno avuto un effetto significativo sull’economia del Paese e hanno messo in difficoltà molti senegalesi che si affidano principalmente a lavori quotidiani e temporanei. Circa il 40% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, secondo la Banca mondiale. “Le misure annunciate dal ministro dellInterno sperano di reprimere tutta quella rabbia repressa tra le persone che sono rimaste bloccate in casa per così tanto tempo in attesa di tornare a lavorare”, ha dichiarato Nicolas Haque, corrispondente di Al Jazeera a Dakar. Tuttavia, parlando con la gente delle nuove misure, molti dicono che sono troppo limitate e che stanno uscendo fuori troppo tardi”, ha aggiunto. Nel frattempo, il ministro dei Trasporti, Oumar Youm, ha rivelato che il presidente Macky Sall avrebbe destinato circa 5,17 milioni di dollari ai settori più colpiti dalla crisi.

Sall ha annunciato un primo allentamento delle misure l’11 maggio, consentendo la riapertura dei luoghi di culto e dei mercati. Mercoledì 3 giugno, durante una riunione di gabinetto, ha segnalato che ci sarebbero stati ulteriori alleggerimenti, dichiarando che è vicino il tempo per “una strategia di allentamento graduale”. Martedì 2 giugno, le scuole superiori avrebbero dovuto riaprire, ma questo step è stato ritardato allultimo dopo che 10 insegnanti nella regione meridionale di Casamance sono risultati positivi al COVID-19.

Ad oggi, il Senegal ha confermato quasi 4.000 casi di COVID-19, inclusi 45 decessi. Dakar e Touba, che sono sia centri commerciali sia importanti destinazioni turistiche, hanno risentito molto delle conseguenze della pandemia. Le cifre, in Senegal come negli altri Paesi africani, rimangono ancora piuttosto basse rispetto a quelle dellEuropa e degli Stati Uniti, ma gli esperti avvertono che le nazioni del continente africano sono più vulnerabili alla pandemia a causa dei loro deboli sistemi sanitari.

Ciò che spaventa di più, in Africa, è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari, la povertà diffusa, la porosità dei confini e l’insicurezza legata alla presenza di gruppi ribelli e organizzazioni terroristiche. Tutti insieme, questi fattori rischiano di aumentare notevolmente le possibilità di contagio e di aggravare la situazione di emergenza qualora il virus dovesse diffondersi in maniera incontrollata sull’intero continente. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Africa risulta mal equipaggiata per affrontare la minaccia e i governi devono cercare di fare di più per aumentare i controlli e identificare rapidamente i casi sospetti. La maggior parte dei sistemi sanitari risulta obsoleta e priva delle strutture necessarie a gestire casi di pandemia influenzale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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