Malta-Libia: centri di coordinamento per combattere “l’immigrazione irregolare”

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 19:41 in Immigrazione Libia Malta

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Malta ha firmato un accordo con la Libia per istituire centri di coordinamento a Tripoli e a La Valletta al fine di collaborare nella lotta all‘immigrazione clandestina. I centri offriranno il sostegno necessario per combattere contro limmigrazione irregolare in Libia e nella regione del Mediterraneo”, si legge nel memorandum d’intesa firmato da Malta e dal Governo di Unità Nazionale (GNA) di Tripoli il 28 maggio e presentato al Parlamento de La Valletta, giovedì 4 giugno. Le strutture saranno presidiate da almeno tre funzionari maltesi e finanziate dal governo di Malta. I centri saranno limitati al supporto e al coordinamento”, recita l’accordo, che resterà valido per tre anni.

Malta ha più volte lamentato di non essere in grado di gestire adeguatamente l’afflusso di migranti che arrivano giornalmente nellisola partendo dalle coste libiche. Attualmente, più di 400 migranti, recuperati in mare in una serie di salvataggi avvenuti nelle ultime settimane, sono bloccati su quattro navi turistiche noleggiate da Malta appena fuori dalle sue acque territoriali. Il governo de La Valletta insiste a non farli sbarcare perché i suoi porti sono stati chiusi da quando è scoppiata la pandemia di coronavirus. In più, le autorità aspettano che entri in atto il meccanismo di redistribuzione dell’Unione Europea e dichiarano che gli Stati membri dell’UE devono cominciare a rispettare i loro impegni.

Il ministro degli Esteri maltese, Evarist Bartolo, ha dichiarato in Parlamento, giovedì 4 giugno, che “l’UE ha la responsabilità di raggiungere un accordo globale con la Libia per limitare l’immigrazione irregolare”. “Il numero di immigrati che arrivano a Malta è sproporzionato rispetto a quello degli altri Paesi europei”, ha aggiunto il ministro. Dal 2005, solo l’8% dei migranti irregolari sbarcati a Malta è stato trasferito in altri Stati membri dell’UE, secondo quanto rivelato dal Ministero degli Affari Esteri di Malta. 

Il documento libico-maltese afferma che il governo de La Valletta proporrà alla Commissione europea un aumento del sostegno finanziario per aiutare il GNA a proteggere i suoi confini meridionali e smantellare la tratta di esseri umani e le reti criminali. Malta chiederà inoltre il finanziamento di “risorse marittime aggiuntive necessarie per l’intercettazione delle attività di traffico di esseri umani nella regione di ricerca e salvataggio del Mediterraneo”.

Le parti hanno firmato il protocollo d’intesa contro l’immigrazione irregolareil 28 maggio, quando una delegazione maltese, presieduta dal primo ministro Robert Abela, si è recata in visita a Tripoli. In tale occasione, il premier del GNA, Fayez al-Sarraj, ha altresì discusso con il suo omologo maltese degli sviluppi in corso nella capitale libica e della volontà di rifiutare qualsiasi soluzione militare per risolvere la guerra civile. Al-Sarraj ha poi accolto con favore il sostegno di Malta al Governo di Accordo Nazionale e ha affermato che spera che la cooperazione tra i due Paesi aumenti. “Non vediamo l’ora di attivare relazioni bilaterali in tutti i campi”, aveva dichiarato Abela da parte sua, accettando di accelerare la firma di nuovi accordi di cooperazione e di coordinarsi nella lotta contro la pandemia di coronavirus.

Il governo maltese ha approvato all’unanimità, l’11 aprile, una decisione che impedisce alle navi delle organizzazioni no-profit e ad altre imbarcazioni di portare nel Paese le persone salvate in mare, ovvero migranti, rifugiati e richiedenti asilo. La misura è stata adottata in maniera preventiva per cercare di limitare la diffusione dei contagi dovuti all’epidemia di coronavirus. Tuttavia, l’IOM e l’UNHCR hanno specificato che le misure di sanità pubblica, come le quarantene obbligatorie per un tempo limitato, lo screening medico e l’allontanamento fisico devono essere applicate senza discriminazioni, nel rispetto delle norme del diritto marittimo internazionale. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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