Libia: Sarraj incontra Erdogan dopo la liberazione di Tripoli

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 10:43 in Libia Turchia

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La popolazione libica ha accolto con favore il controllo da parte delle forze tripoline dell’intera regione della capitale, scendendo a festeggiare per le strade di Tripoli. Nel frattempo, il premier del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fayez al-Sarraj, si è incontrato con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, mentre l’Esercito Nazionale Libico (LNA) ha annunciato il riposizionamento delle truppe al di fuori di Tripoli.

È del 4 giugno l’annuncio dell’esercito tripolino con cui ha affermato di aver assunto il pieno controllo della regione di Tripoli. Successivamente, secondo quando riferito dal portavoce delle forze del GNA, Mohamed Qanunu,  i soldati libici hanno circondato la città di Tarhuna, ultima roccaforte dell’LNA nell’Ovest libico, e sono riusciti ad entrare nei confini amministrativi.

Dall’altro lato, secondo quanto riportato il 5 giugno dal quotidiano al-Arabiya, l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, ha affermato di aver dispiegato le proprie truppe al di fuori dei confini di Tripoli, ma tale status persisterà solo se il GNA si impegnerà in un cessate il fuoco. Inoltre, nel caso in cui ciò non avvenga, le forze di Haftar si sono altresì dette pronte a sospendere i colloqui intrapresi nel quadro del Comitato militare 5+5, sotto l’egida delle Nazioni Unite, il 3 giugno. Tuttavia, come specificato dal portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, la condizione principale per giungere ad una risoluzione politica è l’allontanamento delle forze turche dai territori libici. Se ciò non si realizzerà, gli uomini di Haftar sono pronti a continuare a combattere contro la presenza di Ankara.

Nella sera del 4 giugno, mentre il popolo libico è sceso per le strade di Tripoli per festeggiare la liberazione della capitale da parte del GNA, il premier al-Sarraj si è incontrato con Erdogan per discutere degli ultimi sviluppi nel panorama libico. A tal proposito, Ankara ha nuovamente ribadito il proprio sostegno al governo di Tripoli e, nel corso di una conferenza stampa congiunta, il presidente turco ha affermato che la priorità del suo Paese è ripristinare immediatamente la stabilità in Libia, nell’interesse sia dell’intera regione sia dell’Europa. Erdogan ha poi aggiunto che la Turchia è stata al fianco della Libia anche nella lotta alla pandemia di Covid-19, inviando al Paese le attrezzature necessarie, nonostante i continui attacchi di Haftar contro ospedali e strutture sanitarie. Pertanto, anche in futuro, Ankara continuerà ad agire sulla base dei valori comuni e della “fratellanza” che la lega con Tripoli.

Inoltre, il capo di Stato turco ha affermato che si potrà porre fine al conflitto libico solo attraverso un processo politico guidato dalle Nazioni Unite e che sarà la storia a giudicare coloro che hanno provocato “spargimento di sangue e lacrime” in Libia, sostenendo Haftar nelle sue operazioni. Parallelamente, è stato rivelato che, nel corso del meeting del 4 giugno, Ankara e Tripoli hanno nuovamente discusso dei memorandum di intesa siglati il 27 novembre 2019, ridefinendo le aree di cooperazione e i meccanismi volti a rafforzarla, anche per quanto riguarda le attività di esplorazione nel Mediterraneo orientale.

Dal canto suo, il capo del Consiglio presidenziale di Tripoli, Fayez al-Sarraj, ha messo in luce gli ultimi progressi sul campo raggiunti dalle forze del GNA ed ha riferito di aver discusso con Erdogan della loro cooperazione in materia economica, militare e di sicurezza, anche in una fase di ricostruzione post-bellica, ed ha ringraziato il suo partner per il sostegno mostrato sino ad ora nella “difesa della legittimità”. Non da ultimo, il premier ha riferito che la battaglia continua e che il GNA è determinato a sconfiggere il nemico, con il fine ultimo di imporre il controllo statale sulla nazione ed eliminare tutto ciò che mina l’istituzione di uno “Stato democratico civile”. A tal proposito, al-Sarraj non si è detto disposto a fare concessioni ai responsabili dei crimini di guerra commessi e, al contempo, a sedersi a fianco di chi li ha perpetrati, in quanto questi, con riferimento al generale Haftar, non rappresentano partner affidabili per un processo politico e di pace.

L’inizio delle tensioni nel Paese Nord-africano risale al 15 febbraio 2011 e, anche dopo la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi, avvenuta nel mese di ottobre dello stesso anno, la Libia e non è mai riuscita a portare a termine una transizione democratica. Al-Sarraj è a capo dell’unico governo riconosciuto a livello internazionale, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Egli riceve il sostegno di Ankara, Roma e Doha. Sul fronte opposto, Haftar, il cosiddetto uomo forte di Tobruk, guida l’LNA nella conquista di Tripoli e degli altri territori libici. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia rappresentano i suoi sostenitori, sebbene anche la Giordania sia considerata tra i principali esportatori di armi per l’LNA.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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