ISIS: cosa è successo all’incontro della Coalizione globale copresieduto dall’Italia

Pubblicato il 5 giugno 2020 alle 9:25 in Italia Siria USA e Canada

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Il Gruppo ristretto della Coalizione globale anti-ISIS, formato da 32 Paesi, si è riunito in videoconferenza, giovedì 4 giugno, in un vertice copresieduto dal ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, e dal Segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo.  

Secondo quanto rivelato da un comunicato stampa rilasciato dalla Farnesina, l’incontro è stato occasione per ribadire il sostegno nei confronti della Coalizione, nell’ottica dell’effettiva sconfitta dello Stato Islamico. A tale riguardo, da parte sua Di Maio ha ricordato il ruolo e l’impegno del proprio Paese nella lotta al terrorismo e nel sostegno delle popolazioni in Iraq e Siria. Parallelamente, il ministro italiano ha ricordato l’importanza di continuare a riflettere sull’ampliamento dei territori di azione della Coalizione e in particolare sulla possibilità di agire in Africa occidentale e nel Sahel. A tale riguardo, la Coalizione ha confermato di volersi riunire nuovamente per discutere del dispiegamento in Africa occidentale e nel Sahel, nel pieno rispetto del diritto internazionale e su richiesta dei governi locali, collaborando anche con le iniziative già esistenti.  

In riferimento a quanto discusso nel corso dell’incontro, il comunicato congiunto rilasciato al termine del vertice aggiunge che i ministri degli Esteri che hanno partecipato alla riunione hanno sottolineato l’importanza di proteggere i civili, in linea con quanto sancito dal diritto internazionale, dal diritto umanitario e dai diritti umani, oltre che dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.  

In aggiunta, i 32 ministri hanno deciso di rafforzare i meccanismi di collaborazione, al fine di assicurare che l’ISIS o i suoi affiliati non riacquistino territori, né riescano a minacciare gli Stati della Coalizione globale, sia per quanto riguarda la loro sicurezza, sia i loro interessi. Ciò deriva dal fatto che, rivela il comunicato congiunto, sebbene l’ISIS non controlli più alcun territorio e circa 8 milioni di cittadini sono già stati liberati dal loro dominio in Siria e in Iraq, lo Stato Islamico rimane una minaccia e, per tale ragione, vi è necessità di maggiore monitoraggio e di un’azione coordinata. A tal proposito, i ministri hanno sottolineato l’importanza di destinare i fondi necessari a sostegno della Coalizione e dei suoi partner e hanno concordato sulla necessità di proseguire con la condivisione delle informazioni sui membri identificati dell’ISIS e dei suoi affiliati.  

Nello specifico, per quanto riguarda l’Iraq, i 32 ministri hanno accolto con favore la formazione del nuovo governo di Baghdad, con cui spera di mantenere frequenti contatti per un’efficace lotta allo Stato Islamico. La Coalizione, hanno ricordato i ministri del Gruppo ristretto, si trova in Iraq su richiesta del governo locale, nel rispetto della sovranità territoriale irachena e con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del Paese.  

Passando invece alla Siria, la Coalizione ha ricordato di essere stata dispiegata nel Paese in linea con la Risoluzione n. 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Anche in tale area, occorre vigilare contro la ogni forma di minaccia da parte del terrorismo, al fine di mantenere i successi raggiunti e continuare ad allontanare che si formino vuoti securitari, i quali possono essere sfruttati dallo Stato Islamico.   

Per quanto riguarda il prossimo vertice della Coalizione, Di Maio ha confermato la disponibilità del proprio Paese a ospitare, non appena possibile, la riunione plenaria della Coalizione, composta da 82 membri. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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